Minsk vieta le vacanze italiane ai bambini

Monica Bottino

Non ci saranno vacanze di Natale in Italia per gli orfani bielorussi. Almeno per quest’anno. Lo ha annunciato ieri mattina al Parlamento di Minsk il ministro dell’Educazione Alexander Radkov, precisando come la decisione sia stata assunta dopo il caso di Maria-Vika. In un primo tempo la Bielorussia si era detta disponibile a inviare i bambini degli «internat», gli orfanotrofi, solo in strutture tipo colonie e non in famiglia, dove si sono creati legami affettivi troppo forti. «Ma - ha aggiunto il ministro - non sembra che l’Italia abbia a disposizione strutture simili, dunque noi siamo perfettamente in grado di far trascorrere ai nostri bambini orfani periodi di vacanze fuori dagli orfanotrofi, in famiglie bielorusse».
La notizia è tale da far precipitare nella disperazione tutte le famiglie italiane che attendono di poter dire ai piccoli che sentono al telefono di preparare le valigie per Natale. Ma forse non tutto è perduto. Il caso dei bambini bielorussi è ormai al centro di un complicato sistema di rapporti internazionali che non riguarda soltanto - come dovrebbe essere - le questioni umanitarie. Infatti sembra che al governo di Lukashenko non sia piaciuto il recente atteggiamento italiano in sede europea sul caso delle «preferenze generalizzate». In pratica l’Unione Europea potrebbe decidere di escludere la Bielorussia dal regime preferenziale dei dazi sulle importazioni nell’ambito dei Paesi Ue di prodotti bielorussi. A seguito della posizione favorevole dell’Italia all’introduzione dei dazi contro la Bielorussia come sanzione per il mancato rispetto dei diritti sindacali dei lavoratori, il governo di Minsk ha ritenuto di sospendere per il momento la missione governativa italiana in Bielorussia che doveva affrontare e risolvere il tema viaggi dei bambini e adozioni. Una forma di rivalsa che ha lasciato affrante le famiglie in attesa dei piccoli per le vacanze di Natale, ma che può avere ancora una via di uscita.
Proprio il 5 dicembre, infatti, si riunirà in Europa il gruppo di lavoro che deve decidere sui dazi: il vice primo ministro della Repubblica di Belarus ha scritto all’Unione Europea chiedendo di sapere quali siano i punti sui quali la Bielorussia deve allinearsi affinché le misure sanzionatorie non siano assunte.
Intanto qualche spiraglio si apre anche per la vicenda di Maria-Vika, la piccola bielorussa che in questo momento si trova ospite insieme al fratellino presso una famiglia che vive vicino a Minsk: il ministro dell’Educazione Radkov ha scritto alla famiglia Giusto di Cogoleto dichiarando che la bambina sta bene e che per il momento non verrà in Italia né i Giusto potranno sentirla. Ma la Bielorussia esaminerà la domanda di adozione dei Giusto come farà con tutte le altre.