MINT L’arte diventa trendy e fa concorrenza al design

Duecento invitati tra i più importanti collezionisti internazionali

Francesca Amé

Pavimenti e pareti nere lucide, lucidissime. Una sala ristoro, una libreria. E soprattutto una cinquantina (49 a essere precisi) preziosi palcoscenici che presentano il meglio dell'arte antica e moderna di selezionate gallerie italiane e straniere. Questo è Mint, un’elegante bomboniera a uso e consumo di collezionisti e mercanti d'arte raffinati e up-to-date, ma non troppo snobisticamente proiettati solo sull'arte contemporanea. Vi troverete Andy Warhol accostato a vedute di Sebastiano Ricci (nello stand di Robilant e Voena), opere di Crippa, Baj e Arman mescolate a un pittore seicentesco come Jacopo da Vignali (nello stand di Silvano Lodi), la sofisticata arte nipponica antica in mostra da Piva e poi i libri antichi da Orsini e le sculture luccicanti di Pomodoro da Giò Marconi e tanto altro ancora.
Mint, ovvero «menta», è l'acronimo di Milano International Antiques and Modern Art Exhibition, il nome scelto per la prima edizione di un'esposizione che porta in Zona Tortona, con il suggestivo allestimento di Peter Bottazzi e la direzione di Roberto Casiraghi (già direttore di «Altissima» a Torino e futuro patron di «Roma», nuova mostra mercato nella capitale ad aprile) una ventata di aria fresca al mercato dell'arte a Milano (da domani fino a domenica, dalle 12 alle 21, questa sera alle 18 inaugurazione con il sindaco Letizia Moratti e l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi).
La location dell'evento strizza l'occhio al design: evitando una cornice paludata, Mint ha scelto il Superstudio Più e promette eventi degni del Salone del mobile che è di casa negli studios più trendy della città animati da Flavio Lucchini e Gisella Borioli. La lista degli invitati, del resto, comprende circa 200 tra i collezionisti internazionali più importanti sulla piazza, lieti di poter fare a Milano buoni acquisti e partecipare a un programma esclusivo di visite a musei e collezioni private meneghine (per le visite guidate aperte al pubblico con giornalisti esperti del settore, info: 011-546284, oppure www.mintexhibition.it).
Milano, attenta com'è al nuovo corso del collezionismo d'arte, ha apprezzato l'idea e questa sera parteciperà numerosa all'inaugurazione per omaggiare il comitato promotore di Mint che annovera Giò Marconi, Carlo Orsi, Marco Voena, Philippe Denys, François De Jonckheere e Marco Voena, cognomi importanti (molti declinati al femminile) anche per il comitato d'onore che vedrà questa sera Beatrice Trussardi, Francesca Moratti, Martina Mondadori, Francesca Malgara Tronchetti Provera, Cristina Feruzzi e Alessia Bianchi Bormioli impegnate a promuovere l'iniziativa insieme, tra gli altri, al «patron» della moda a Milano, Beppe Modenese. «Rassegna boutique», Mint si presenta come «una settimana dell'antiquariato e dell'arte moderna», anticipando di pochi giorni alcune delle battute d'asta più significative a Milano, come quelle di Christie's (a Palazzo Clerici, dal 28 al 30) e di Sotheby's (il 28 novembre è fissata l'asta per i dipinti antichi). Come spiega Paola Rampini, ideatrice dell'esposizione presieduta da Marco Voena, «in una città elegante come Milano abbiamo voluto qualcosa che catturasse l'attenzione dei giovani collezionisti che si stanno dirigendo sul contemporaneo, perdendo di vista l'antico». Di «mostra, anziché fiera» parla Nicola Spinosa, sovrintendente per il Polo museale di Napoli e presidente del comitato vetting di Mint, ovvero di un team di esperti, tra cui Pinin Brambilla Barcilon (che ha curato il restauro del Cenacolo vinciano), incaricato di verificare l'autenticità delle opere esposte. Non gli si può dar torto: D’altronde girare sotto il soffitto underground del Superstudio, accompagnati da un'illuminazione ricercata che di volta in volta scopre, quasi fosse un gioco teatrale, nuovi stand, è un viaggio nel mondo dell'arte antica e moderna molto più simile a una mostra che a una fiera. Ma siccome Milano è città concreta, gli organizzatori hanno predisposto un pacchetto esclusivo per i collezionisti stranieri in arrivo: visita al Poldi Pezzoli (giusto in tempo per l'apertura della mostra sulla collezione Borromeo), sopralluogo in una casa privata (di collezionista, ça va sans dire) e infine un giro alla vicina Fondazione Pomodoro. I nomi dei fortunati? Rigorosamente top secret. Mint celebra l'eleganza, ma anche il fascino discreto degli affari.