Minzolini diventa responsabile dei corrispondenti

Ieri, mentre i palinsesti rimanevano al palo, il cda Rai ha invece risolto la questione Minzolini. All’unanimità, l’ex direttore del Tg1 è stato nominato responsabile del coordinamento dei corrispondenti esteri. In questo modo va a chiudersi la parte della vertenza di lavoro che lo stesso Minzolini ha attivato nei confronti dell’azienda nel momento in cui è stato rimosso dalla direzione del Tg1. La questione era la ricollocazione ad altro incarico di equivalente spessore - cioè una direzione - in attesa che si chiuda l’iter processuale per l’utilizzo della carta aziendale dove Minzolini è accusato di aver speso più soldi di quanto previsto. Però, se la parte penale dovesse chiudersi a favore di Minzolini, questi automaticamente potrebbe chiedere di essere ricollocato al vertice del Tg1.
Nel frattempo, occorreva obbligatoriamente procedere a una nuova destinazione. In precedenza, all’ex direttore era state fatte due proposte: diventare corrispondente da New York o da Parigi, entrambe rifiutate. Quando l’azienda ha accantonato l’idea di insistere sulla destinazione di New York, aprendo quindi alla possibilità di un incarico in sede romana, Minzolini ha deciso di ritirare il ricorso d’urgenza al giudice del lavoro per essere reintegrato alla direzione del Tg1. Ma anche questa decisione del cda ha scatenato divisioni e proteste: Minzolini, ricordiamo, nel suo periodo di direzione ha incarnato la feroce divisione degli italiani tra chi odia e chi ama Berlusconi. «La nomina di Minzolini a capo dei corrispondenti dall’estero è indecente», ha detto per esempio Flavio Arzarello, responsabile comunicazione e informazione del Pdci. Gli ha replicato il capogruppo alla Camera Pdl Fabrizio Cicchitto: «Di indecente c’è solo la faziosità con cui la sinistra continua ad attaccare un valido professionista dell’informazione unicamente per non avere fatto mistero delle due idee».