Minzolini finisce indagato: «Quei rimborsi? Un benefit E ho pure restituito i soldi»

L’indagine è un atto dovuto, ufficializzato al termine degli accertamenti della Guardia di Finanza e di un’indagine interna svolta dall’azienda di viale Mazzini partiti dopo due esposti uno presentato da Italia dei valori e l’altro da un’associazione di consumatori.
Le Fiamme Gialle consegneranno la relazione conclusiva al procuratore Alberto Caperna che presto dovrebbe anche convocare Minzolini, che ieri si è difeso aggiungendo altri particolari alla vicenda. «Dall’azienda - ha raccontato - mi era stato dato un benefit in cambio dell’esclusiva giornalistica (a contratto già firmato il presidente Rai mi chiese di interrompere una collaborazione con il settimanale Panorama). Un benefit di cui ho goduto fino a quando - dopo diciotto mesi e dopo aver approvato un bilancio - il vertice Rai ha scoperto, per usare un eufemismo, che quel benefit non era compatibile con la politica aziendale».
Adesso, ha confermato Minzolini, «proprio per trasparenza e per evitare polemiche di basso profilo ho già ridato indietro alla Rai l’intera somma in questione». Allo stesso tempo «ho avviato un’azione legale di rivalsa nei confronti dell’azienda e - venuto meno il benefit e l’impegno di esclusiva - ripreso la collaborazione con Panorama».
Per il resto, «se la notizia è vera, è l’ennesimo attacco in quel delta del Mekong che è la Rai», ha aggiunto il giornalista, che dà una lettura tutta politica della vicenda: «Una decisione che viene presa sulla base di un’iniziativa di un consigliere d’opposizione legato all’Idv a poche settimane dal 14 dicembre - altra conferma della strumentalità politica insita nella vicenda - nella speranza che la caduta del governo Berlusconi avrebbe avuto delle ripercussioni in Rai». E non è un caso che questa notizia sia uscita «a due giorni dalle elezioni».
L’unica reazione alla novità è stata quella di Italia dei valori. «Minzolini indagato per peculato dalla Procura di Roma è una buona notizia per tutti i cittadini perché la carta di credito con cui ha dilapidato ben 68mila euro in 15 mesi appartiene all’azienda, sono cioè soldi del canone», ha detto il capogruppo dell’Italia dei valori in commissione di Vigilanza Rai, Pancho Pardi.
AnS