Minzolini richiama la Busi: "Scorretta e ingiusta"

La giornalista lo attacca su <em>Repubblica</em> e il direttore scrive a Masi e
Garimberti: &quot;Ha violato una regola dell’azienda. Scorretta e ingiusta&quot;. La protesta dei colleghi peones: <strong><a href="/interni/i_colleghi_peones_sono_star_e_fanno_pure_martiri/02-04-2010/articolo-id=434340-page=0-comments=1" target="_blank">&quot;Sono star e fanno i martiri&quot;
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Sorpresa: stavolta è Minzolini a scrivere una lettera al presidente della Rai e al direttore generale di viale Mazzini. Il motivo va cercato a pagina 15 della Repubblica di ieri. Un’intervista durissima di Maria Luisa Busi, la bionda conduttrice del Tg1, che dalle pagine del quotidiano progressista accusa il direttore di aver messo in atto «una rappresaglia» interna e di aver creato «un clima insostenibile in redazione», soprattutto dopo gli ultimi spostamenti decisi da Minzolini.

Un attacco frontale della giornalista, che però infrange una precisa regola aziendale, per cui ogni esternazione che riguardi la Rai deve essere autorizzata dal direttore di testata e dal direttore generale. La Busi non l’ha fatto e Minzolini ha risposto come da protocollo, inviando una lettera di ammonimento ai vertici della Rai. Nella missiva Minzolini si rivolge direttamente alla giornalista, contestandole il comportamento scorretto (anche se, ha poi spiegato il direttore in riunione, non avrebbe negato alla Busi l’autorizzazione) rispetto ai colleghi, che invece hanno regolarmente chiesto il permesso all’azienda anche per interventi minimi sui media, e soprattutto non politicamente impegnati e in collisione diretta con la propria testata come quello della Busi: «Il tuo comportamento costituisce una somma ingiustizia verso i colleghi che hanno sempre chiesto l'autorizzazione» all’azienda, e «questa è una offesa», scrive il «Minzo» nella lettera. A questa comunicazione del direttore dovrebbe fare seguito una lettera di richiamo dell’azienda alla giornalista. Ma si vedrà, perché col clima da guerra di liberazione che si sta creando al Tg1, un richiamo formale avrebbe un’inevitabile lettura «martirizzante» per la bionda giornalista aspirante santorina.
Minzolini contesta altri elementi dell’attacco della Busi al Tg1. In particolare quello sugli ascolti del primo tg Rai, che secondo la conduttrice sarebbero in forte calo. Minzolini sfodera invece una serie di numeri, da cui risulta che il Tg1 si attesta sullo 0,4% in più rispetto all’anno scorso (gestione Riotta), con medie del 28-29% nell’edizione serale e una crescita rilevante sul target 30-40 anni. Quindi dati tutt’altro che negativi, anzi.

Altro capitolo dell’ammonimento: l’Abruzzo. La Busi aveva già attaccato Minzolini dissociandosi, lei inviata all’Aquila, dall’informazione del suo Tg sulla ricostruzione della città abruzzese, a suo parere troppo filogovernativa. Ebbene, il direttore le ha ricordato l’esito delle elezioni all’Aquila, dove la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, attivista della protesta anti Cav, è stata sonoramente bocciata da uno sconosciuto candidato del Pdl.
Sul direttore prosegue comunque il fuoco del centrosinistra, con l’appoggio dei sindacati. Ieri i Cdr di Tg2, Tg3 e RaiNews24 hanno definito «inaccettabile la rimozione di tre conduttori del Tg1», mentre la Fnsi vede inquietanti «ombre». In difesa di Minzolini il Pdl con Daniele Capezzone, Osvaldo Napoli e che denunciano due pesi e due misure sull’informazione Rai.