Il mio 8 per mille non è per i siti sul Web

Già ero al corrente del fatto, ma ascolto ora da Radio Radicale e leggo sul Corriere della sera l’indirizzo mail sul quale si può sottoscrivere una lettera, ideata da certo Paolo Farinella, purtroppo prete di Santa Romana Chiesa, che intima al Sommo Pontefice di non ricevere, alla vigilia delle elezioni, il Presidente del Consiglio insieme ad altri esponenti del Partito Popolare Europeo.
Il pretesto (poiché ve n’è sempre uno) è che ciò potrebbe influenzare il voto dei cattolici.
Magari la Chiesa avesse ancora questo potere: chi dice di crederlo è in malafede, e fa parte delle folte schiere che fanno a gara per seppellire le radici cristiane dell’Europa e in particolare del nostro Paese, schiere in seno alle quali contiamo anche personaggi genovesi come don Farinella e don Gallo. Non paghi evidentemente di sponsorizzare ad ogni pié sospinto la sinistra più estrema, si coprono le spalle con una raccolta firme che, come sempre accade quando si tratta di gettare fango sulla Chiesa, riceve entusiastiche adesioni da, si fa per dire, cani e porci, fra i quali esponenti di spicco (vedi Don Balletto) di quella parte della Chiesa che si dice cattolica ma che tresca da decenni col potere di sinistra in nome di una malintesa solidarietà e di un falso ecumenismo.
Ricevo in questo momento la telefonata di un caro amico genovese il quale, a proposito di quanto sto denunciando, mi consiglia di lasciar perdere perché ormai la questione è diventata di dominio internazionale e la mia povera voce verrà sommersa dalla valanga di adesioni che, in odio a Berlusconi, non si fanno problemi a «sputtanare» l’Italia intera provando un particolare gusto ad attaccare questo Papa, a loro dire troppo legato alla tradizione e quindi politicamente pericoloso.
Ricordo a questo amico e a tutti gli altri che, timorosi o sfiduciati, rinunciano a lottare e si ritirano nel loro privato, che anche Balilla era un povero ragazzino ignorante ma che quel sasso da lui gettato scatenò la ribellione che sappiamo e liberò Genova dall’oppressione austriaca del tempo.
Possa questo mio sassolino scatenare la reazione di quella maggioranza silenziosa che non trova voce sui mezzi di comunicazione e che forse è troppo sfiduciata per uscire allo scoperto.
Ai miei amici e conterranei dico soltanto «Che l’inse!».