«Il mio Amleto, ironico e grottesco»

Da domani l’artista porterà in scena al Teatro Carcano la sua personale rilettura del dramma shakespeariano

Ci sono tanti motivi per cui un attore, prima o poi, si imbatte in quel principe di Danimarca giovane, indeciso, a tratti infantile, e in qualche modo romantico. Il primo di questi motivi è ovvio: «L'Amleto è la tragedia più celebre e affascinante della storia». Lo sostiene, e ci mancherebbe, anche Lella Costa, che il teatro lo ama e lo respira da parecchio tempo. L'aspetto intrigante dell'Amleto che l'attrice milanese porta sul palcoscenico del Teatro Carcano da domani sera al 10 febbraio è, però, un altro: attraverso una lettura-rivisitazione scritta a sei mani dalla protagonista insieme a Giorgio Fallione e Massimo Cirri, il capolavoro shakespeariano si trasforma in una sorta di «snodo ferroviario», al quale arrivano e dal quale partono vecchi e nuovi miti legati all'Amleto. «In una recente classifica degli eroi più amati di tutti i tempi stilata negli Stati Uniti - spiega divertita Lella Costa - Amleto si è piazzato quinto. Per un personaggio di una tragedia teatrale è incredibile». Insomma, l'Amleto arriva a Shakespeare da antiche leggende precedenti all'era cristiana e provenienti dalle più svariate latitudini (Islanda come Persia, Grecia come Danimarca), e poi dal Bardo riparte per raggiungere Italo Calvino, Emily Dickinson, Sylvia Plath. Sono infatti questi scrittori a fare capolino nella rilettura della Costa, la quale si prende anche la libertà di spostare qualcuno dei celebri monologhi della tragedia, senza negarsi commenti ironici tipici delle sue corde. «Compio delle incursioni e commistioni non scontate, integro con altri testi - spiega l'attrice - L'ho fatto già con l'Otello e con la Traviata. L'Amleto è un affascinante mistero: è una tragedia sinceramente troppo lunga, disarticolata, eppure è la quintessenza del teatro». Nella scenografia elementare studiata da Guido Fiorato - un pavimento rialzato, completo di una botola, pochi e simbolici oggetti in scena, uno scarno ricorso alle luci e alle musiche del pianista Stefano Bollani - Lella Costa offre un Amleto che coinvolge, anche in prima persona, il pubblico. «Quest'opera, e in fondo tutto Shakespeare, ha un sottofondo ironico e grottesco con il quale naturalmente vado a nozze - spiega la Costa - C'è sempre quell'irresistibile contrappunto ironico alla tragedia, una comicità involontaria, come quella dei becchini al funerale di Ofelia, o quella che emerge dalla figura di Polonio». Infine, la forza con cui questa storia si impone nel tempo: «Quest'anno faccio due decenni di teatro, anche come autrice - conclude Lella Costa - e leggere l'Amleto è come farsi un regalo. Anche perché vedo come questo testo non smette di attirare i giovani, che vedono nel protagonista uno di loro. Nelle stesse espressioni iperboliche che sceglie, Amleto è un ragazzo intelligente ma immaturo. Fa della sua giovinezza una disarmante bandiera. E anche quando si scaglia contro l'insensatezza della guerra, lo fa con una genuinità tipica dei giovani».
Amleto
Teatro Carcano
dal 23 gennaio al 10 febbraio
Ingresso 32-25 euro
Da martedì a sabato ore 20.30
Domenica ore 15.30
Informazioni 02.551.81.377