«Il mio Brasile sotto la Madonnina tra cultura di impresa, design e arte»

La somiglianza con il suo presidente, Ignacio Lula da Silva, è a dir poco curiosa, e non solo per la barba bianca che incornicia il volto sorridente di Luiz Henrique Pereira da Fonseca, da circa due anni console brasiliano a Milano. Da Lula sembra aver ereditato anche l’energia e lo spirito positivo che in otto anni hanno portato il suo Paese ad occupare il posto di settima potenza economica mondiale. Di Rio de Janeiro, la moglie con origini italiane, Pereira da Fonseca sembra aver trovato a Milano la sua seconda patria, dopo il girovagare che lo ha condotto nelle sedi diplomatiche di Santiago, Londra, Lisbona ed Helsinki. «Il Consolato di Milano ha la statura di una vera e propria ambasciata - dice - e non soltanto perchè il suo bacino abbraccia l’intero nord Italia ma perchè, al di là dell’intensa attività di pratiche amministrative necessarie alla popolazione brasiliana residente, svolge un compito molto incisivo sia riguardo al mondo delle imprese sia riguardo alla cultura». Due settori che hanno molti punti in comune se consideriamo, ad esempio, gli ultimi due eventi di cui il Consolato è stato promotore questo autunno: la grande mostra di design dei fratelli Fernando e Humberto Campana alla Triennale di Milano, e la recente campagna «Wine of Brasil» che ha lo scopo di lanciare la cultura dei vini brasiliano in Europa. «Due successi, se consideriamo che si parla di settori di cui l’Italia è leader mondiale. Negli ultimi anni, del resto, stiamo assistendo ad un fenomeno nuovo legato al boom economico brasiliano, rimasto pressocchè indenne dalla crisi globale. Molte imprese italiane stanno investendo nel nostro Paese e il mio Consolato, in collaborazione con Promos - Camera di Commercio di Milano, sta attuando un’azione di stimolo a nuove partnership tra piccole medie imprese italiane e brasiliane in tuti i settori, dall’agroalimentare, al calzaturiero alle telecomunicazioni». Il settore della cultura poggia invece le sue basi nelle attività del centro Ibrit con sede in via Borgogna 3 dove ha sede la maggiore biblioteca italiana di lingua portoghese e che organizza ogni anno una rassegna cinematografica sul nuovo cinema brasiliano, oltre a corsi di lingua, di musica e danza capoeira. E i brasiliani a Milano? «Sono una comunità molto variegata, dagli studenti agli operai, dai calciatori agli artisti. In genere, i brasiliani all’estero prima o poi voglioni tornare in Brasile, ma con voi è diverso, c’è un feeling particolare».