«Mio cugino è innocente Dimostreremo che è stato incastrato»

I parenti dell’accusato del duplice omicidio di Brescia: l’avvocato ha in mano elementi importanti. Guglielmo è un capro espiatorio

Giuseppe De Bellis

da Milano

Guglielmo Gatti è in cella. Resta in isolamento con l’accusa di essere stato l’assassino dei suoi zii, Aldo e Luisa Donegani, uccisi, massacrati e gettati in un dirupo dell’alta Val Camonica. Non parla ai magistrati, racconta tutto al suo avvocato. E ripete sempre la stessa cosa: «Sono innocente». Sembrava un uomo solo, chiuso, rintanato in casa dopo la morte dei genitori. S’è lasciato dipingere come un tipo strano, che non vuole amici e non ha rapporti con i parenti. Oggi, invece, quel che resta della sua famiglia racconta una storia diversa. Dicono che con Guglielmo non si vedevano spesso, ma che i rapporti sono sempre stati buoni. Sono in quattro: tre cugini e uno zio. Credono tutti nella sua innocenza. Sono rimasti in silenzio per molti giorni, ma adesso vogliono raccontare la loro angoscia. Lo fanno attraverso la voce di Giovanni Gatti, il cugino dell’uomo che il procuratore capo di Brescia Giancarlo Tarquini ha dipinto come un killer spietato.
Guglielmo è in isolamento. Da quanto tempo non avete notizie di lui?
«Ovviamente non possiamo vederlo, però delle sue condizione ci informa costantemente l’avvocato Broli, il difensore di Guglielmo. L’ha visto oggi (ieri, ndr) e io ho appena finito di parlare con lui».
Che cosa le ha detto?
«Di avere speranza perché sta raccogliendo elementi importanti, molto importanti. Di alcuni me ne ha parlato, ma io devo stare zitto, perché saranno tirati fuori al momento opportuno».
Sa come sta suo cugino?
«Io ho visto l’avvocato convinto e combattivo. Quindi questo mi fa pensare che anche Guglielmo lo sia. Però io vorrei sapere come sta, vorrei che qualcuno si accertasse delle sue condizioni psicofisiche».
Voi sieti tutti convinti dell’innocenza di Guglielmo?
«Sì. Conosciamo nostro cugino e sappiamo che non può essere stato lui. Non può aver fatto una cosa simile: non è una persona cattiva, noi lo sappiamo. L’avvocato dice che ogni volta che gli presenta una delle accuse che gli vengono mosse, Guglielmo fornisce elementi importanti che lo scagionano».
Come erano i rapporti tra voi e Guglielmo?
«Abbiamo sempre avuto un buon legame. Ci frequentavamo spesso quando vivevano i nostri genitori, come avviene in tutte le famiglie. Noi cugini eravamo piccoli e stavamo insieme. Guglielmo è sempre stato un ragazzo silenzioso, molto dedito allo studio. Ma questo non significa che fosse cattivo. Io ogni martedì e sabato gli portavo quello che gli serviva. Oggi scriverò una lettera, un’altra l’ha già scritta mia sorella. Poi chiederemo all’avvocato Broli di consegnargliela. Vogliamo fargli sapere che gli siamo vicini, che crediamo in lui e nella sua estraneità a questa vicenda».
Quando ha saputo dell’arresto di Guglielmo che cosa ha pensato?
«La prima reazione è stata di incredulità. Nessuno di noi parenti di Guglielmo conoscevamo i suoi zii. Ma io ho visto mio cugino una settimana prima del suo arresto e l’ho trovato sereno».
Ma nel garage di suo cugino è stato trovato molto sangue. Lei che spiegazione si dà?
«Io vorrei dire questo: prima che Guglielmo fosse arrestato tutta la sua casa era stata controllata. Erano state delle analisi complete: non fu trovato nulla. Poi improvvisamente due settimane dopo hanno trovato molto sangue, facendo lo stesso tipo di controlli perché anche all’inizio venne utilizzato il luminol».
Contro Guglielmo però ci sono tanti indizi...
«A mio parere si è cercato di trovare un capro espiatorio, s’è voluta trovare la soluzione al problema a tutti i costi. E allora può far comodo accusare un ragazzo schivo e riservato Sono state trovate delle cose, ma nessuna fa di lui una persona crudele».
Lei crede che qualcuno possa aver incastrato suo cugino?
«Sì, lo credo. Può scriverlo grande, in modo che si veda. E so che l’avvocato Broli ha degli elementi importanti al riguardo. Non ne posso parlare, perché la situazione è delicata, ma Guglielmo siamo sicuri che non c’entri. Ci sono altre soluzioni e saranno dimostrate».