«Mio figlio ferito per colpa vostra»: dirigente Pd rifiuta la candidatura

Ci ha pensato a lungo, poi ha deciso: no alla candidatura nelle file del Pd per la Provincia di Torino. Enzo Macrì (nella foto con il figlio), fra i fondatori dell’Ulivo in Piemonte, ha risposto picche alla richieste della dirigenza locale che lo voleva arruolare per la difficile partita delle amministrative. «Mi spiace - spiega al Giornale - ma voglio tenermi le mani libere. Io sono un liberal, sono sempre stato in minoranza, sono sempre stato critico, ma mi pare che ora si sia andati troppo in là: il Pd, almeno nel nostro Piemonte, è allo sbando. Anche la lista, blindata, che è uscita per le elezioni, conferma tutti i miei dubbi e il mio scetticismo». Ma non c’è solo questo nella difficile scelta di Macrì. Pesa, e non poco, il dramma familiare che ha sconvolto la sua esistenza il 22 novembre quando il soffitto del liceo scientifico Darwin di Rivoli crollò sui ragazzi che erano a lezione. Uno di loro, Vito Scafidi, morì sul colpo. Un altro, Andrea Macrì, figlio di Enzo, rimase gravemente ferito e oggi vive un difficile periodo di riabilitazione all’Unità spinale del Cto di Torino. «La responsabilità di quel che è accaduto, la mancata manutenzione dell’edificio - riprende Macrì - è della Provincia che a Torino è di centrosinistra. E io voglio andare fino in fondo nell’accertamento delle responsabilità. Senza guardare in faccia nessuno. È chiaro che accettare una candidatura avrebbe voluto dire chiudere questa storia. Ma io non posso farlo, mio figlio lotta in una stanza di ospedale per tornare a camminare e io devo stargli vicino». I guai della sinistra, la crisi del Pd che ha portato alle dimissioni di Veltroni, hanno fatto il resto. E ora Macrì, che è stato in Piemonte vicepresidente dell’Associazione per il Pd, medita il grande salto: «Sto valutando il da farsi. Non sono più sicuro di voler rimanere nel Pd».