«Mio figlio non è mai stato forte come quest’anno»

da Valencia
Potrebbe essere il suo secondo titolo mondiale, anche se il figlio ne ha già conquistati sette. Ma, dopo aver festeggiato il primo, quello del 1997 a Brno in 125, gli altri sei, Graziano Rossi li ha celebrati da casa, davanti alla tv, perché per il «Grazia», come lo chiama Valentino, non c'è niente di peggio di un volo transoceanico. «Ma che io sia qui adesso cambia molto poco - dice - perché gli ero vicino anche guardando la gara da lontano».
È teso Graziano, sicuramente più del figlio. «Per forza - svela -, per lui è facile stare tranquillo, perché non si ricorda nulla, nemmeno che si sta giocando il mondiale: per lui è come se fosse ancora la prima gara... Io, invece, sono abbastanza nervoso e lo vedo quando cammino in mezzo al paddock: faccio fatica a rispondere alle domande che mi fanno. È un appuntamento importante e sono sicuro che anche Valentino sente che è diverso dal solito: più che un esame è come una tesi di laurea».
Perfino papà Rossi si stupisce della capacità di Vale di isolarsi dal mondo, di trasformare in energia positiva la tensione nervosa. Non è invece sorpreso dalla rimonta, dalla capacità di annullare uno svantaggio di ben 51 punti: anzi, dopo la disfatta di Laguna Seca, Graziano era uno dei pochi a crederci.
«Dopo il Gp degli Usa ho pensato che ce la potesse fare e qui a Valencia va in scena l'ultimo atto di quel progetto: ma è ancora dura, anche se fino adesso Valentino ha fatto una grandissima operazione in un anno nel quale sono successe un po’ di cose strane. Ha rotto due o tre volte, non ricordo, (tre, ndr), c'è stata un po’ di disattenzione nell'incidente di Assen e questo ha cambiato l'andamento del campionato».
Per tutto questo, Rossi è stato costretto a inseguire e la sua rimonta è stata così straordinaria che secondo molti è stata la più bella stagione in assoluto del fenomeno della Yamaha.
«Se si accosta la prestazione sportiva a quella umana - conferma il Grazia - quello di quest’anno è sicuramente il miglior Valentino di sempre, perché è cresciuto anche il suo rispetto e la sua considerazione degli altri piloti. Con tutte le sfortune che gli sono capitate quest’anno, in molti si sarebbero chiusi a riccio, invece Vale è arrivato perfino a complimentarsi con Elias, che pure l'aveva steso a Jerez e l’ha battuto all’Estoril. Il suo è stato un atteggiamento che deve servire da insegnamento al mondo dello sport, così come quello di Hayden: credo che Nicky abbia guadagnato moltissimo in credibilità e qui a Valencia è anche andato più forte del solito. Quanto gli è accaduto gli servirà da stimolo per diventare anche un attaccante e non solo un difensore».