«Dal mio guardaroba di calcio tolgo le mutande di Beckham»

Buongiorno Lavinia, ha un secondo per me?
«Certo. Mi dica...»
Ho aperto il guardaroba del pallone e ho trovato un sacco di indumenti strani.
«Faccia vedere...»
Sono i capi che hanno fatto la storia del costume nel calcio...
«Vedo. Undici, come una squadra...»
...e volevo capire cosa tenere e cosa buttare.
«Va bene. Da quale cominciamo?»
Da questo qui: il colbacco di Gustavo Giagnoni. Un cult negli anni Settanta...
«Ottimo nei mesi rigidi, resistente alle mode. Perfetto. Come casco per ripararsi dalla arance che lanciano dagli spalti...»
E questi? Sono gli occhiali di Edgar Davids....
«Qui c’è grinta e sex appeal. Gli occhiali da vista in verticale sono l'arte di trasformare un difetto in una carta vincente».
...e la doppia sciarpa di Mihajlovic?

«Trendy, ma l'accoppiata dei colori è da rivedere. Sinisa copia i dandy ma non convince i tifosi».
Siamo al colletto di Cantona.
«I tempi sono cambiati, la moda anche: le maglie non hanno quasi mai i colletti, e i giocatori fanno meno i duri».
Ho capito. Non le piace...
«Molto meglio il campione che scende in campo per mano al figlio di quello che ostenta il colletto alzato da bullo».
Giacca e camicia. Firmate Gigi Meroni.
«Meroni ha anticipato una generazione di calciatori-stilisti. Vieri, Maldini, Totti, stanno mostrando notevoli capacità imprenditoriali, marcano stretto il consumatore. Puntano sul casual e a ragione, però...»
...dica una bella cosa.
«...sono pochi gli sportivi che sanno indossare con charme e naturalezza giacca e cravatta
com’era capace di fare Gigi Meroni».
Allora restiamo sul genere. Dia un’occhiata ai pantaloni di Best.
«The Best non si discute. A lui sono concessi anche questi look stravaganti: ragazzotti tutti muscoli e niente glam astenersi. Eccessivo e inimitabile».
Guardi che meraviglia: la pipa di Bearzot.
«Sembra Braccio di Ferro: grinta e gentilezza. Ormai è un pezzo da museo, ma piace proprio per il suo sapore vintage. La pipa spenta è nostalgica ed elegante».
E che ne dice del cappotto di Mourinho? È diventato persino una scultura da museo.
«Mourinho ha trasformato un capo ormai polveroso in un must. Il cappotto in versione sportiva lo trovo decisamente vincente».
La cravatta di Galliani. Dicono porti fortuna...
«Ormai è un’icona, però...»
...non me lo dica, la prego...
«Chi di giallo si veste, troppo di sua beltà si fida...».
Anche Rozzi aveva la sua scaramanzia: le calze rosse...
«Promosse. Però che orrore lasciarle scendere giù così...»
...e come dovrebbero andare?
«Solo con tuta e pantaloncini. O con un bel gessato blu».
Lei che se ne intende: quel’è il calciatore più facile da vestire?
«Quello curioso. E che ha voglia di sperimentare».
E quello impossibile?
«Il timido, l'introverso e il pignolo».
Veste peggio l’italiano o lo straniero?
«La moda ormai è globale, lo stesso look è in vetrina a New York, Londra, Milano, Mosca, Shanghai...»
...però?
«L’italiano ha il gusto del bello nel dna...»
Chi è il calciatore italiano più elegante?
«Alex Del Piero. Dentro e fuori dal campo».
...ma anche qui c’è un però...
«Sono molto più eleganti gli allenatori, hanno più classe, mostrano più sicurezza».
Anche perchè certi calciatori sono inguardabili...
«A volte si lasciano travolgere da modi e mode che li travestono, più che vestirli».
E lo straniero più glam?
«David Beckham. Quando veste made in Italy, però...»
L'elegante che non ti aspetti?
«Direi Gianluca Vialli».
L'abito fa il monaco anche nel calcio?
«Quasi sempre».
Che differenza tra moda e stile?
«La moda è un suggerimento, uno stimolo, un divertimento. Lo stile è qualcosa di innato».
Quindi lo stile non si impara?
«Si può coltivare, ma bisogna avere buona volontà e modelli a cui ispirarsi».
Chi ha stile tra i calciatori?
«Paolo Maldini, di sicuro».
...un po’ vintage, però...
«...e Billy Costacurta».
C'è eleganza senza misura...
«Assolutamente no. Nel dubbio meglio sottrarre che aggiungere».
E senza vanità?
«Un pizzico di vanità ci vuole. E gli uomini sono sempre più narcisi...»
Il suo tipo di calciatore.
«Sono lazialissima, ma dico Francesco Totti. Generosissimo dentro e fuori dal campo. È bello, simpatico, adora la famiglia. Che vuoi di più?»
...poi perde pure il derby di Roma...
«Quattro ovetti di Pasqua. Con sorpresina incorporata...».
La maglia di calcio più elegante?
«Quella degli azzurri».
È il colore che le piace di più?
«No, è il rosso. Scrivo sempre in rosso e lo indosso spesso: mi carica di energia».
La partita di calcio più bella.
«Italia-Francia, con l'Italia che vince ancora milioni di volte».
Solo nel calcio?
«Nel calcio, nella moda, nella cucina, nel cinema...»
Più importante essere primi o unici.
«Unici, sempre».
In che squadra le piacerebbe giocare?
«Ma io veramente gioco già...»
Nella Nazionale Stilisti però...
«Ho già fatto due partite. Prima o poi vedrà che segno. Anche se la cosa che mi emoziona di più è aiutare chi ha bisogno».
So che ha affrontato Baresi.
«Mi ha marcata stretta. Insieme a Vierchowod e Costacurta».
...e come si sono comportati?
«Non mi hanno fatto segnare. Ma con eleganza».
Cavoli, mi sono dimenticato un pezzo nel guardaroba...
«Cioè
Le mutande di Beckham...
«Troppo bello per essere vero».
Che dice, le buttiamo?
«Gli slip con l'elastico griffato vanno rigorosamente sotto ai pantaloni».
Già... Voto?
«Dieci. Ma alla foto...»