«Il mio guardaroba inno alla gioia di vivere»

Guardare avanti senza dimenticare il punto di partenza: il valore, il bello, il buono e l'affascinante che c'è nello spirito dell'Italia. Questo il saldo principio da cui non si scosta Massimiliano Dossi, fondatore e amministratore delegato del brand Who*s Who creato nel 2002 e divenuto il fiore all'occhiello dell'azienda Max Company. Principi contenuti anche nella bellissima visione che l'architetto Fabio Novembre ha impresso nel progetto dell'ottavo punto vendita del marchio recentemente inaugurato a Roma. Un concept store a due passi dalla celebre Piazza di Spagna realizzato con l'utilizzo di pietre sintetiche e una nuova dialettica tra moda e design ottenuta attraverso decori geometrici in diverse sfumature di grigi che trasformano pavimento e pareti in vere e proprie espressioni di arte applicata. Speciali le imponenti figure umane, sagome in Corian, un materiale solido ma poroso, che dalle pareti si protendono l'una verso l'altra e spostano il punto di vista del visitatore.
Un concept moderno che si lega ma allo stesso tempo se ne distingue con gli altri store Who*s Who già inaugurati: Milano, Forte Dei Marmi e Desenzano in Italia mentre all'estero sono stati aperti Sofia e Rostov e prossimamente Shangai e Chengdu. Il piano retail segue un ritmo costante ma veloce - il brand realizza all'estero oltre l'80 per cento del proprio fatturato - e punta a toccare quota 22 alla fine del 2015. Un obiettivo non difficile se consideriamo che le collezioni di moda che nel mondo parlano di Who*s Who (chi è chi) sono frutto di un mix vincente: femminilità allo stato puro, identità e stile originale. Due le etichette: White Collection e Black Collection nelle quali è forte l'appeal di pezzi iconici del guardaroba, proposte senza tempo ma con un portato di modernità che le rende contemporanee. Perfette per una donna dalla doppia anima che non rinuncia al massimo dei lussi inteso come qualità dei materiali e delle lavorazioni e allo stesso tempo adotta un lifestyle personale, semplificato e molto fresco. Così dopo uno straordinario 2013 abbiamo chiesto a Massimiliano Dossi quali sono i progetti e le prospettive per il 2014.
Un bilancio di quest'anno ormai agli sgoccioli?
«Il 2013 è stato, sia in termini di fatturato che di aperture, un anno molto soddisfacente. In particolare, per quanto riguarda lo sviluppo retail, sono state superate le aspettative visto che siamo arrivati ad aprire otto punti vendita diretti (7 boutique + 1 outlet). Sempre durante il 2013 abbiamo concluso importanti accordi per licenze nei settori soft accessories e pelletteria/borse».
Store di proprietà o in franchising?
«I nostri negozi sono sia di proprietà sia in franchising. Il 20 per cento dei negozi sono diretti. Gli altri sono stati aperti con partner nazionali e internazionali che ci possono garantire un ottimo posizionamento in città strategiche ed in contesti corretti per il nostro target di riferimento. A Milano siamo in piazza San Babila, a Roma in piazza di Spagna, a Forte Dei Marmi in via Carducci,insomma nel cuore dello shopping».
Progetti di crescita per il 2014?
«Prevediamo di continuare il nostro sviluppo retail a livello internazionale. Abbiamo già in cantiere una serie di aperture: a oggi ne prevediamo almeno sei. Cina: Chengdu, Pechino. La Cina rappresenta per il marchio un palcoscenico di grande sviluppo che, dopo il consolidamento sul piano distributivo wholesale con una straordinaria percentuale di clienti (ottanta multibrand), vedrà l'apertura di 12 monomarca in totale. In Medio Oriente contiamo di aprire a Kuwait, Dubai, Qatar mentre per la Russia ci sarà sicuramente Mosca».
Qual è l'arma vincente di Who's*Who?
«Le nostra collezioni avranno sempre più un'impronta internazionale e il merchandising mix sarà sempre più strutturato per garantire una corretta presentazione del prodotto all'interno dei monomarca. Il dna del brand, caratterizzato da valori quali positività, contemporaneità e joie de vivre, sarà sempre protagonista di ogni azione/progetto che verrà intrapreso dall'azienda: dallo stile alla comunicazione».