«Il mio impegno a ricostruire la credibilità di Toyota»

«La sicurezza è la nostra priorità. Intendo collaborare pienamente con il governo americano. Il mio nome è su ogni vettura, mi impegno a ricostruire la credibilità e la fiducia nel marchio». Sono le parole pronunciate da Akio Toyoda, presidente e amministratore delegato della Toyota, ieri a Washington davanti al Congresso americano. «Apprezzo molto l’occasione di trovarmi qui e sono molto riconoscente al Congresso per l’invito», ha aggiunto il discendente del fondatore del gruppo, cercando di stemperare la tensione. Ad ascoltarlo in silenzio era Yoshi Inaba, responsabile di Toyota Nordamerica. Le autorità federali Usa hanno avviato un’inchiesta penale dei confronti di Toyota, che ha effettuato richiami per milioni di vetture negli Stati Uniti (quasi 9 milioni nel mondo). Ma la casa automobilistica di Nagoyao sarà ora chiamata a difendersi con tenacia anche nel proprio Paese: il governo di Tokio ha infatti reso noto che intende far luce sulle 38 denunce presentate tra il 2007 e il 2009 sull’accelerazione improvvisa dei veicoli Toyota. Il ministro dei Trasporti, Seiji Maehara, ha spiegato che nei tre anni in questione, sul suo tavolo erano pervenute 134 denunce per difetti all’acceleratore, di cui il 28,3% di auto prodotte appunto da Toyota. «La percentuale - ha spiegato Maehara - è in linea con la quota di mercato della società e non è una cifra particolarmente alta. Dobbiamo augurarci di fare luce sui casi», e su tutti gli altri.
Il ministro ha espresso l’auspicio che Toyoda aderisca «alle posizioni di tutela della sicurezza» durante la sua testimonianza. «Ho grandi speranze - ha rilevato il premier Yukio Hatoyama - che sia possibile recuperare gradualmente la fiducia» se Akio Toyoda «risponde in modo sincero» nella sua audizione osservando di essere convinto che la gestione corretta del nodo sicurezza eviterà che la vicenda si trasformi «in una questione economica importante tra Giappone e Usa». «Ho la generale sensazione che Toyota abbia replicato in modo sincero con le informazioni di cui dispone attualmente», ha commentato Masayuki Naoshima, ministro dell’Economia, in merito alla testimonianza di martedì scorso a Capitol Hill di Jim Lentz, presidente di Toyota Motor Sales Usa. Naoshima, che ha lavorato per la compagnia di Nagoya, ha esortato risposte da parte del numero uno «con atteggiamento franco e sincero in modo da rassicurare consumatori Usa e recuperare la loro fiducia». Ieri, a Tokio, i titoli Toyota hanno ceduto un altro 1,5% in Borsa, portando intorno al 30% la capitalizzazione bruciata dall’inizio della crisi. Il presidente della Commissione di supervisione e della riforma del governo della Camera, Edolphus Towns, ha intanto criticato sia Toyota sia la National highway traffic safety administration (Nhtsa è l’Autorità Usa per la sicurezza stradale) per aver fatto troppo poco come rapida risposta agli incidenti causati dai problemi all’accelerazione.
«La Nhtsa ha fallito nei confronti dei contribuenti e la Toyota nei confronti dei consumatori», è l’accusa di Towns, secondo cui Toyota ha privilegiato i profitti alla sicurezza.