«Il mio incredibile slalom tra le bombe»

Giuseppe de Bellis

I telefoni in tilt. I cellulari muti. Londra è lontana, è irraggiungibile. Funziona solo la rete, a tratti. Funziona sui siti italiani, mentre quelli britannici ti respingono immediatamente. Comunicano via blog gli italiani residenti a Londra. Raccontano della loro situazione, scrivono la loro giornata, rassicurano i parenti. È una cronaca dal vivo, più veloce dei notiziari della Bbc e della Cnn.
Comincia Euston station, una bloggera che racconta minuto per minuto quello che vede: «Per amici e parenti: io sto bene. Sono arrivata ora in ufficio. Non si riesce a chiamare. Gli sms invece funzionano. Ne approfitto per far sapere ai familiari del blogger hoxtonsquare.blogspot.com nel caso leggessero qui che lui sta bene, mi ha appena inviato un sms, ma non riesce a chiamare l'Italia». La blogger riporta anche racconti di altri italiani: «Stavo prendendo la metropolitana a sud di Londra. Si sente un avviso: il servizio è sospeso fino a 3 stazioni a nord per un incidente. Vado a prendere l'autobus. A un certo punto il conducente riceve una chiamata e ci spiega: c'è stato un problema elettrico a Liverpool Street. Tutta la metro è ferma. E dunque il bus si ferma qui. Strano, dico. Se non c'è la metropolitana i bus dovrebbero continuare. Ne prendo un altro, e di nuovo dice “tutto bloccato”. Comincio a sospettare qualcosa».
Il disorientamento, la paura. Riprende Euston Station: «Ecco la foto del bus devastato dall'esplosione. La strada è Woburn Place, esattamente la parallela a Bedford Way dove si trova l'ufficio da dove sto scrivendo. Ci sono ancora sirene di ambulanze che vanno e vengono. In realtà ho paura che uscendo non mi facciano più tornare indietro. E comunque le istruzioni sono di non muoversi. Fa un po’ impressione però essere bloccati qui, in mezzo a questo silenzio». La rete racconta anche piccole storie di preoccupazione: «Sono triste, mio fratello più piccolo è a Londra e non riesco a contattarlo - scrive Salvatore (http://miscellaneando.ilcannocchiale.it) -, è andato a cercarsi un lavoretto estivo per pagarsi l'università». Poi la buona notizia: «Mio fratello è vivo, ora è per la strada e non sa come e quando tornerà a casa». Annalisa De Carina racconta la sua incredibile giornata nel forum del Corriere della Sera: «Se vogliamo parlare di destino, adesso vi faccio ridere. Il mio tragitto è stato tutta una gimkana fra bombe o autobus che esplodevano (...). Ho bypassato, per puro caso ed esattamente a quell'ora, Liverpool Street Station, (caso stranissimo perché vado a Liverpool str. tutte le mattine) perché sono saltata su un altro bus, che va giù in zona Moorgate (bomba), ho notato una confusione ancora più incredibile del solito ma ho pensato che era il solito giovedì mattina, poi via fino al centro, scendo, cammino fino a Russell Square tube station (terza bomba dribblata per caso), passo per Tavistock e vado in ufficio all’Institute of Education che è proprio attaccato, entro, sento un boato e dico ad alta voce a tutti: “questa è una bomba”, dopo 5 minuti arriva la conferma. Non so come ho fatto a non rimanerci in mezzo. Adesso è sera, c'è una calma e un silenzio surreali, per tutto il giorno ci è stato impedito di lasciare l'edificio, non ci sono mezzi di trasporto di nessun genere per quanto mi riguarda, mi avvio a piedi e non ci metterò meno di due ore...».