«Mio marito è malato, che devo fare? Chiamo il 118?»

«È uno scandalo. Mio marito ha un tumore. E qui mi dicono che non intendono trasportarlo. Cosa devo fare? Chiamare il 118 per riportarlo a casa?». «Venga signora, ci penso io, il mio collega era solo nervoso», risponde il taxista. «Il servizio è garantito per anziani, disabili e malati - spiega il taxista -. Noi però di gente che fa finta di star male pur di essere riportata a casa ne troviamo tanta in questi giorni». Eppure ieri a Milano è stata una giornata difficile per chi non versa in ottime condizioni di salute. In molti, infatti, utilizzano i taxi per piccole emergenze. Ma ieri ne hanno dovuto fare a meno. La stessa sorte è toccata a Claudio e Nadia, coppia di siciliani di rientro a Catania. Lei sulla sedia a rotelle dopo un intervento subito ad Abbiategrasso. «Noi non siamo del posto, siamo venuti solo per il mio problema al calcagno. Abbiamo dovuto scomodare un amico per arrivare in aeroporto. Ma certo avremmo preferito lasciarlo in pace in un sabato di riposo». Il copione si ripete nella sala d’attesa disabili dello scalo: quasi tutti hanno chiesto favori ad amici e parenti. Chi non ne ha, va a chiedere favori a sconosciuti. Dietro pagamento.