«Il mio nome incuriosisce la gente ma io punto tutto sulla voce»

Viktoria Tolstoy; bella, alta bionda, con un cognome così non poteva certo passare inosservata. Lev Tolstoj, il grande scrittore, russo, è il nonno di sua nonna. Lei invece per esprimersi ha scelto la musica, un mix di ballate lente e a ritmo veloce a cavallo tra jazz e folk nordico. «Non amo le barriere tra i generi, sono una ragazza moderna. Mio padre suona il vibrafono e il pianoforte, mi ha insegnato ad apprezzare il jazz, soprattutto Lionel Hampton e Keith Jarrett. Nel mio cuore ci sono Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Dinah Washington». Per non subire troppi condizionamenti non ha mai preso lezioni di canto. «Canto a orecchio, ho imparato da sola a modulare la voce esercitandomi a reinterpretare i classici del jazz. Però il mio idolo è Prince, mi fanno impazzire i suoi cocktail sonori». Qualcuno infatti non le perdona un passato pop. «È stata una parentesi. Amo sperimentare cose nuove». Infatti ha partecipato al Grande fratello svedese: Ma solo come opinionista, e ho sposato un concorrente, un designer che oggi è mio marito».Il nome celebre l’ha aiutata? «È un nome che incuriosisce e serve a farmi ricordare, ma la gente deve valutarmi per come canto». Del suo illustre antenato conosce poco: «Ho visitato la tomba e la casa dove ha vissuto e ho letto Anna Karenina». Dopo il debutto due mesi fa al Blue Note di Milano, Viktoria sarà in tour in Italia il 27 luglio a Udine, il 28 a Roma e il 29 a Palermo. «Dal vivo mi piace improvvisare e giocare con la voce, dialogando con il pianoforte e la chitarra». Tra i suoi estimatori l’anziano re dell’armonica Toots Thielemans, con cui spesso duetta. «Prima ho poi inciderò qualcosa con lui». Tra i suoi progetti un nuovo cd «con arrangiamenti di archi. Voglio mescolare il jazz con i suoni cameristici, superare sempre nuove frontiere».