Il mio Oscar per la tv? Lo darei alla Leosini, che racconta vite vere

Raitre ha dato il via a una nuova serie di Storie maledette

Una buona notizia. Raitre ha dato il via a una nuova serie di Storie maledette, le quali in passato hanno avuto un meritato successo, grazie soprattutto alla bravura di Franca Leosini, una fuoriclasse nella ricostruzione televisiva di casi giudiziari relativi a gravi e clamorosi fatti di sangue. In particolare la giornalista è capace di spiegare con toni pacati e un linguaggio privo di cadute grandguignolesche anche vicende atroci. Dotata di una bella voce, adatta a ritmi narrativi, la signora, specializzata in gialli forti, riesce a persuadere i più incalliti criminali, o presunti tali, a confessare i loro contorcimenti interiori, le trame oscure dei delitti di cui essi sono stati considerati responsabili dalla giustizia.Il programma, avvalendosi dell'invidiabile professionalità della curatrice, è tra i migliori tagliati su misura per il video. Lo spettatore viene catturato dalla magia con la quale Franca Leosini imbastisce le sue interviste, mai sfrontate e svolte con tale garbo da indurre gli interlocutori, interrogati nel parlatorio delle carceri, ad aprire il loro animo e non solo a rivelare la dinamica degli omicidi. Ciò produce effetti appassionanti che inchiodano alla poltrona coloro che si sono sintonizzati sulle Storie maledette, una trasmissione con un impianto di una semplicità disarmante che si regge esclusivamente sulla abilità della giornalista, la quale comunque non si impone come protagonista: punta ogni attenzione sulla persona che ha di fronte svelandone la psicologia (di norma contorta) e gli aspetti caratteriali reconditi. Insomma, una trasmissione azzeccata e immagino poco costosa. È la dimostrazione che non è la ricchezza dei mezzi a incidere sulla qualità di un prodotto televisivo, bensì l'intelligenza e l'impegno di chi lo elabora.Nella seconda puntata andata in onda giovedì, Leosini si è occupata di Celeste Saieva, detta «Mantide religiosa», condannata a trent'anni di reclusione con l'accusa di avere ucciso il marito, complice l'amante. All'epoca dell'uxoricidio la donna aveva 22 anni e continua a proclamarsi innocente. Il che ha permesso alla giornalista di compiere un capolavoro a livello di ispezione nella mente e nel cuore della ragazza detenuta nella prigione modello di Bollate, nota per la competenza del direttore nel recupero degli «ospiti». Basti pensare che nel penitenziario funziona (aperto al pubblico) un ristorante eccellente gestito dagli stessi carcerati, ed è attiva una scuderia-maneggio con cavalli accuditi con amore da chi deve scontare lunghe pene.Se esistesse un Oscar per la tv lo vincerebbe Franca con questa motivazione: l'unica giornalista che invece di raccontare la vita del Palazzo, racconta quella della gente esclusa dal consorzio civile. Congratulazioni.

Commenti

apostata

Dom, 31/01/2016 - 12:05

Feltri ci casca ancora, dopo l’elogio alla radical-chic gruber e quello al guitto crozza, ci cade ancora con questa donnetta cartina di tornasole della povertà della rai e di certo pubblico italiano. Nel modo di porsi e nelle sue costruzioni rivela modesta intelligenza, toni e cadenze false, l’esibizione di una gestualità ridicola, più che alla verità sembra interessata all’autopromozione. Solo a guardarla per alcuni secondi fa sentire di essersi imbrattati di meschine connivenze. Allora viene da interrogarsi sul come sia possibile che feltri, che pure tanto magistrale è stato ed è in certe sue analisi (ricordo e sono grato suoi pezzi su napolitano), possa cadere cosi inaspettatamente e provincialmente di fronte a personaggi che rivelano in pieno al primo acchito tanta pochezza, e cattivo gusto.

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Jaspar44

Dom, 31/01/2016 - 12:28

Leosini, che racconta vite vere ... e che con chiarezza e in italiano le sa anche raccontare! Molti altri conduttori per farsi capire avrebbero bisogno del traduttore e andare a scuola di dizione.

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Giano

Dom, 31/01/2016 - 14:30

Già il fatto che Feltri consideri "una buona notizia" la nuova serie di Storie maledette, è una "cattiva notizia" (per lui). Significa che Feltri, a furia di guardare troppa televisione (ultimamente scrive spesso di programmi TV), ne è influenzato negativamente, lasciandosi coinvolgere nella logica che governa i palinsesti televisivi. Se continua così, fra poco lo vedremo ospite a TV talk. Se mi dovesse succedere di trattenermi più di 30 secondi a guardare un programma simile comincerei ad avere seri e preoccupanti dubbi sulla mia salute mentale. Ma naturalmente, ognuno è libero di guardare quello che preferisce. I gusti sono gusti; anche quelli barbari. Sinceramente, confesso che mi dispiace vedere Feltri (uno dei pochi giornalisti che apprezzo, altrimenti non perderei tempo a commentare i suoi pezzi) che diventa ogni giorno di più estimatore della TV.

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Giano

Dom, 31/01/2016 - 14:47

Chi ha una particolare predilezione per il noir, il poliziesco, il giallo, l'horror, il thriller, e prova una qualche forma di attrazione per tutto ciò che ruota intorno alla morte ed al delitto, non è normale; soffre di qualche forma di perversione. Ma, se vogliamo scartare motivazioni patologiche, diciamo pure che si tratta di interesse e passione per un genere letterario. Così siamo tutti più tranquilli, compresi gli appassionati di Storie maledette, Blu notte, Amori criminali, Chi l’ha visto, Quarto grado, etc. (l’elenco è lungo). Nessuno si pone mai il problema della possibile influenza negativa di questi programmi, e di tutti i film e fiction a base di violenza, su menti poco equilibrate? Chi fa televisione dovrebbe imparare a memoria “Cattiva maestra televisione” di Popper. E se non lo capisce, se lo faccia spiegare.

mariolino50

Dom, 31/01/2016 - 16:52

Giano Allora quasi nessuno è normale secondo lei, le tragedie di tutti i tipi sono sempre state regine del teatro e della letteratura, fin dai greci, cosa è Amleto allora, e così tante altre opere, comprese appunto gran parte di quelle liriche. Quando funzionava la macchina in place de la Concord il pubblico era fitto, e lo sarebbe anche ora di sicuro. Lei invece cosa guarda o legge, dal suo alto livello, di spocchia.

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Giano

Dom, 31/01/2016 - 17:27

@Mariolino, non mi riferisco a chi, saltuariamente, guarda un film o legge una storia di questo genere, ma a chi ne fa oggetto di particolare passione e interesse. Infatti, se nota, non ho detto che "tutti quelli che ...", ma "Chi ha una particolare predilezione...". C'è una piccola differenza di significato. Così come qualche piccola differenza c'è anche tra Quarto grado, Storie maledette, Amleto e le tragedie greche.

apostata

Dom, 31/01/2016 - 18:10

Mariolino, consiglierei anch’io Popper (e, se potessi, “Concorde” non "Concord”).

salvatore40

Mar, 02/02/2016 - 20:16

dopo cotanto elogio alla sig.ra Franca Leosini, vorrei soltanto e osservare che, se la memoria non mi inganna, la suddetta elegante e raffinata psicologa dette parere favorevole alla "licenza premio" da accordare al criminale Angelo Izzo, il quale ne approfittò giustamente per ammazzare due donne innocenti. Angelo Izzo fece il suo dovere di criminale, ma la dott.ssa Franca Leosini ha fatto la sua sfolgorante carriera alla faccia del popolo dolorante. Quanto poi alla preparazione psicologica della giornalista lascio giudicare a persone più competenti. Sono convinta ormai che l'applicazione della psicologia a questi casi ad altro non serve che a distruggere il rispetto per la vita moltiplicando dolori e tragedie.