Mio padre, morto dopo vent'anni in attesa di giustizia

Lo scrivente è figlio del defunto Giuseppe Favale, mio padre. mio padre - in prossimità degli eventi bellici – acquistò un certo numero di macchine per scremare in (destinate ai numerosi caseifici della provincia di Bari). Poiché Gioia del Colle ha ed aveva un campo d’aviazione e nel presumibile obiettivo straniero, ci trasferimmo temporaneamente a Mottola (TA). Dette scrematrici furono “appoggiate” ad un recapito reperito da tale V.D.B.

Dopo l’armistizio mio padre richiese – nel 1946 - che tali scrematrici fossero a lui consegnate in quanto da lui acquistate prima della guerra (pagando l’eventuale affitto dei locali utilizzati per il deposito). Il Sig. D.B asserì di averle appoggiate presso una sua parente a San Mauro Pasqua (PE) ma la medesima risultava irreperibile. Il mio defunto padre promosso una giudizio che tra atti, appelli, giudizi e perizie approdò nel 1947 alla Cassazione. Tale Corte emise un verdetto di condanna a cui il D.B – per varie vicende, si oppose. Nuovo ricorso alla Corte e nuova sentenza che diventò, finalmente, esecutiva nel 1967. Mio padre nel frattempo era passato a miglior vita ed il sottoscritto – su consiglio del legale – accettò l’offerta di una minima parte di quanto deliberato dalla Corte per la minaccia del Sig. D.B di ricorrere alla Corte.

Questa è giustizia?

Commenti
Ritratto di chris_7

chris_7

Sab, 11/01/2014 - 21:43

no nn è giustizia ma, il brutto è che codesti giudici non verranno mai puniti 21:44

Howl

Lun, 13/01/2014 - 15:57

Chi secondo Lei guadagna dai tempi lunghi della giustizia ?...........così capisce chi sono i veri responsabili : RIFLETTA !