«Il mio parroco sa chi è il bombarolo»

«Sono mesi che ripeto di essere sereno, ma nessuno mi voleva credere. Naturalmente, dopo aver sentito le dichiarazioni del procuratore generale di Trieste, non posso che esserlo ancora di più. Non nego di provare una grossa soddisfazione». Al telefono, la voce di Elvo Zornitta sembra ancora più pacata, molto sollevata.
«Non ci lasciamo andare ad alcuna gioia - aggiunge - perché attendiamo con ansia l'udienza di lunedì davanti al gip. Per il momento, mi godrò un paio di giorni di relax, dopo questo weekend che è stato, se possibile, ancora più stressante dei precedenti».
«Sono ben consapevole - aggiunge Zornitta - che si tratta esclusivamente di un primo passo, ma anche che la mia posizione resta estremamente difficile. Ma essendo sicuro della mia estraneità ai fatti affronterò con sempre maggior convinzione le prossime tappe di questa vicenda».
Zornitta racconta anche che il suo parroco «è una delle quattro persone che conoscono la verità su Unabomber. Oltre a lui, che è il mio confessore gli altri sono il vero Unabomber, il sottoscritto e, naturalmente, l'Onnipotente».
Ma Don Leo Collin, parroco del paesino di Corva di Azzano Decimo (Pordenone) è criptico: «A parte il segreto del confessionale, delle sue parole e delle sue opere Elvo risponderà direttamente a Dio: io non c'entro nulla», dice laconico.