«Il mio sogno? Creare la capitale della scienza»

Chiara Campo

Insieme all’ex ministro della Salute Girolamo Sirchia ha vinto la guerra contro il fumo nei locali pubblici («oggi altri Paesi europei copiano la nostra legge», spiega) e presieduto la commissione «taglia-porzioni», incaricata di dire agli italiani quante calorie assumere ogni giorno e indicare a mense e ristoranti alimenti e quantità da portare in tavola. Da candidato della lista civica «Letizia Moratti», Michele Carruba, direttore del Dipartimento di farmacologia, chemioterapia e tossicologia medica dell’Università degli studi di Milano e presidente del Centro di studio e ricerca sull’obesità, si impegna «per fare di Milano la capitale della scienza e della salute».
Un traguardo ambizioso...
«La lista Moratti è formata da tecnici, ed è giusto che chi ha sviluppato competenze in un campo specifico, nel mio caso ricerca e sanità, le mettano a disposizione degli altri. Milano ha un capitale enorme che deve valorizzare meglio, grandi cervelli che non vengono sfruttati, soprattutto nel campo della biomedicina. Abbiamo una rete di ospedali che sono potenzialmente primi al mondo, ma ciascuno va per conto proprio. Il Comune può incentivare la collaborazione tra università, ospedali, laboratori industriali».
E favorire la sinergia pubblico-privato, come sostiene Moratti?
«È fondamentale. Uno dei miei obiettivi è promuovere il cofinanziamento dei progetti e degli enti di ricerca. Non si può continuare a sostenere la “medicina di Stato”, le strutture pubbliche vanno messe in competizione con quelle private, che spesso riescono a offrire un servizio migliore a costi minori, altrimenti non hanno stimoli a far meglio».
Prevenire è meglio che curare. La ricetta?
«Bisogna educare a un’alimentazione corretta fin da bambini. In città possiamo migliorare la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglia, medici, mondo dello sport, educare i ragazzi a muoversi e mangiare bene. Il 30% dei tumori sono legati alla cattiva alimentazione. Prevenire libera risorse spese per le cure a favore di servizi sociali, anziani, ragazzi in difficoltà».
Perché ha scelto di entrare nella lista?
«So qual è il bene per i cittadini, e ho scelto di mettermi in gioco non col partito x o y, ma con Letizia perché sa come attuarlo. Come me, non cerca potere ma agisce al servizio dei cittadini».