«Il mio sogno è un cucchiaio con Totti»

Riccardo Signori

nostro inviato a Madrid

Kakà che gioca insieme a Zidane: solo un’idea per la pubblicità. Ci hanno provato ieri a Madrid, appuntamento nella Coverciano della federazione spagnola, ventotto giocatori, tante stelle e un cenerentolo (Samuel Pierleoni del Cervia), pronti a provare «Predator» la scarpa Adidas che aumenta la potenza del tiro. Pubblicità progresso? Macchè, effetto sogno: Kakà e Zidane in squadra insieme, Nesta che se la spassa con Beckham. Frammenti di calcio fra le stelle prima di tornare al campionato nostro dove le stelle non stanno a guardare. E ogni tanto tirano fuori il colpo che conquista. Ricardino Kakà ha fatto arrabbiare Ancelotti per quell’effetto cucchiaio finito male contro l’Udinese. Come Totti, per ora peggio di Totti. Kakà se la ride. L’effetto Pierino continua. «Ci riproverò, se potrò. Ancelotti si arrabbia, ma il mio calcio è anche fantasia. Stavolta non mi è andata bene. Lui mi ha chiesto di fare cose semplici. D’accordo, però ogni tanto devo provare. I giocatori vogliono sempre cercare un bel gol».
La fantasia al potere oppure no. Problema del calcio nostro. «Si può, si può, anche nel calcio italiano. Pure un allenatore brasiliano si sarebbe arrabbiato se avessi sbagliato quel colpo. L’importante è non sbagliare». Parole in libertà con tanti personaggi e interpreti. Allenatore brasiliano? Tutti pensano a Parreira, il ct che fa disperare l’Inter e vorrebbe Totti. «Parreira ha ragione. Vorrei giocare anch’io con Totti. Così proviamo il cucchiaio in due». Risata da pierino la peste. Ma avrebbe sorriso pure Ancelotti. La battuta vien dal cuore, e pure l’idea di giocarci insieme. Chissà che un giorno... «A tutti piace uno come Totti. In una grande squadra potremmo giocare insieme». Non dice Milan, ma lo pensa e lo fa intendere. «Ho un contratto fino al 2010, ma potrei restarci a vita». Più chiaro di così.
Kakà ieri mattina è arrivato in ritardo all’appuntamento in aeroporto. Niente da spartire con Adriano. Ricardo non perde gli aerei. E trasmette buon umore. «Contro l’Udinese ci siamo proprio divertiti», racconta. «Questa è proprio la parola giusta». Anche se la Juve là davanti, lascia un tanto di indigesto. «Stiamo dietro e aspettiamo. Conta che loro sbaglino e noi no». E, nel frattempo, andrà dal Brasile per un ripasso con vista mondiale. Spiega, a chi pensa ai mugugni con Adriano, che Parreira non è affatto permaloso. «Non ti lascia a casa: ha avuto problemi con noi del Milan ed anche con Ronaldo. Eppure siamo in nazionale». Un buon consiglio per l’amico con il muso lungo. Kakà se lo coccola. «Vedrete che adesso con il Brasile si riprenderà. Non vive un buon momento nell’Inter, ma la nazionale può fargli bene. Da lui si aspettano bel gioco, gol: bisogna aspettare ed avere pazienza».
Rispunta il sorriso e con quello l’idea da Pierino. «Uno come Adriano mi piacerebbe averlo anche al Milan. Anzi, magari potremmo prendercelo noi un paio d’anni eppoi restituirlo all’Inter, quando avrà ritrovato il buon umore». Battuta detta a mente sgombra da dietrologie. Il tanto per riderci sopra. Le cose serie sono altre. Per esempio il momento in cui è andato dal portiere dell’Udinese a scusarsi. «Ho visto che si era arrabbiato per quel colpo diverso dal solito». Eppoi il campionato del Milan, in attesa del mondiale. «Rispetto alla squadra con cui ho vinto lo scudetto, abbiamo più esperienza. Siamo in crescita. Come l’anno scorso, siamo partiti male poi siamo migliorati. Cosa non mi piace della Juve? Che non perde, tranne con noi». Aggiunge la sua classifica personale, che poi è quella del campionato: «Lo scudetto ce lo giochiamo in tre». Giusto, chi è la terza? «La Fiorentina. L’Inter è a dieci punti dalla Juve, mi sembrano troppi». Peggio di un golazo o di un colpo di cucchiaio.
Kakà dice Juve e guarda Zidane. La Juve lo preoccupa. Zizou è il centro del suo universo calcistico. «Il giocatore che osservo e ammiro di più per imparare, confrontarmi e migliorarmi. Lui e Ronaldo, un altro che fa cose diverse dal comune». Ma non colpi col cucchiaio.