«Il mio sogno? Realizzare gli impianti per l’Olimpiade»

Grassia, in corsa con la Moratti: «Ho accettato perché ha messo lo sport fra le sue priorità»

Claudio De Carli

Uno che inizia dicendo: cari atleti, dirigenti, arbitri, giudici, amici delle federazioni e degli enti...., be’, uno che inizia così un discorso è difficile che non stia parlando di sport. Insomma ci si potrebbe anche confondere, ma la strada è quella. E appunto di strada si tratta, quella che il presidente del Coni provinciale Filippo Grassia sta iniziando a percorrere nella lista Letizia Moratti per Milano. Si presenta come uomo di sport, dice di essere pronto a servire Milano perchè lo sport torni allo sport, peraltro ci mette la faccia per la prima volta: «Mai accettato prima, ma questa volta avrei tradito la mia missione davanti a un candidato sindaco che ha posto lo sport fra le priorità».
Tutto qui?
«No, non sarei riuscito neppure a guardare in faccia migliaia di milanesi che si occupano di sport e da oltre vent’anni non ricevono risposte concrete alle loro richieste».
Che idea si è fatta?
«Milano è indietro, significa che c’è molto da lavorare. Ho presentato un programma a Letizia Moratti, pensavo mi dicesse: lasci lì che poi gli dò un’occhiata. Invece siamo rimasti assieme a parlarne fino all’una di notte. Lei ha detto di aver sempre apprezzato il mio lavoro. Io dico che mi ha sorpreso il suo competente interesse per lo sport».
In fondo lei cosa vuole?
«Avere un ruolo nella gestione dello sport in città. Ho esperienza, conoscenze, so muovermi nel palazzo, conosco chi governa le cose, lo faccio dai tempi del liceo quando collaborando con l’Assessorato allo sport di Ancona creai il primo centro di addestramento di pallavolo per bambini di sette anni».
Milano non è Ancona...
«Anch’io sono cresciuto. Di cosa vogliamo parlare? Del problema delle società concessionarie di impianti comunali strozzate dai costi? Del Lido che potrebbe diventare la nostra Arena dell’acqua? O del Vigorelli finalmente vero palazzo dello sport?».
Pensa all’Olimpiade?
«Organizziamo le Universiadi, poi una finale di Coppa Europa di atletica, allora le cose gireranno. Vorrà dire che abbiamo rimesso in piedi l’Arena e altri impianti strategici, allora si potrà parlare di una candidatura».
Cosa le manca?
«La certezza che l’assessore allo sport Aldo Brandirali non ha mai ricevuto: i soldi da investire. Con lui tante battaglie e tanti riconoscimenti, e quei pochi soldi che riusciva a spuntare dalla giunta li girava alle associazioni in difficoltà. L’amministrazione pubblica deve riconoscere allo sport il suo ruolo sociale, questo non è un costo, è un investimento. Sono nato dentro lo sport, questa è casa mia».