Mirabelli: «Così ci danneggia, se corre dovrà fare le primarie»

L’esponente Ds: «Sbaglia a usare certi toni sulla sanità. No a una sua lista civica con i partiti a sostegno»

Sabrina Cottone

«Veronesi ci dica che cosa vuole fare entro pochi giorni, al massimo entro la settimana prossima. Questa discussione astratta non fa che danneggiare l’Unione». Franco Mirabelli, segretario provinciale dei Ds, dà un ultimatum a Umberto Veronesi. E lo fa all’indomani degli elogi regalati dall’oncologo al ministro della Sanità e esponente di An, Francesco Storace: «Veronesi sbaglia a usare certi toni, vedo un’enfasi politica debordante».
Insomma, anche i Ds scaricano il candidato Veronesi?
«Non scarico nessuno, spero che accetti garantendo di voler fare il candidato del centrosinistra. Ci deve dire se è disponibile a candidarsi e a candidarsi all’interno dell’Unione. Non siamo disponibili a operazioni che si collochino fuori dal centrosinistra, né a operazioni trasversali né a un’operazione civica in cui ai partiti resti solo un ruolo di sostegno».
È un no definitivo alla lista Veronesi?
«È un no alle operazioni terziste e trasversali. Una lista Veronesi prefigurerebbe una situazione che per noi non va bene in cui ai partiti viene lasciato solo un ruolo di contorno. Siamo una coalizione aperta, non vogliamo guardiani né probiviri, però trasformismi e opportunismi dovranno fare i conti con il programma e con la volontà di costruire una classe dirigente nuova».
Se Veronesi accetta, sarà il candidato dei Ds?
«I Ds valuteranno quando lui dirà se e con quali proposte intende rendersi disponibile per una candidatura, così da aprire un dibattito sulle questioni concrete e capire se può essere il nostro candidato».
Non escludete un candidato diessino?
«Diciamo che al momento un candidato diessino non è all’ordine del giorno. Aspettiamo di capire che cosa decide Veronesi e poi valuteremo».
Anche Veronesi dovrà sottoporsi alle primarie?
«Se lui accetta è una candidatura prestigiosa che difficilmente si potrà contrastare. Ma le primarie restano la strada maestra e si svolgeranno in ogni caso se ci sarà più di una candidatura. Le fa Prodi, non capisco perché non si dovrebbero svolgere a Milano».
In molti hanno parlato di un conflitto di interessi di Veronesi. Lei crede che esista?
«Lui stesso ha detto di esserne consapevole. Nell’ipotesi di una sua candidatura ci aspettiamo che si impegni a risolverlo».
Veronesi non nasconde la sintonia con la sanità di Formigoni. È un elemento di difficoltà?
«È evidente che il giudizio del centrosinistra sulla sanità di Formigoni non è positivo. Anche per questo aspettiamo che ci dica in fretta che cosa intende fare per la città e nel caso specifico per la sanità».
E gli elogi a Storace?
«Veronesi abaglia a usare i toni che ha usato e a dire cose come “fatto storico” o addirittura “sono orgoglioso” di questo ministro. Mi pare eccessivo. Per carità, è legittimo che lo si ringrazi come ha fatto Rita Levi Montalcini, ma nelle parole di Veronesi credo ci sia un’enfasi che deborda in un giudizio politico positivo che non condividiamo».
Scusi, ma se non siete d’accordo su niente come può essere un candidato dell’Unione?
«La sua storia di uomo di sinistra e riformista è compatibile con noi. Adesso si tratta di capire quali progetti ha per la città».