Miracolata tra le Torri

Pensare che quel martedì sembrava un giorno come tanti. Amy si era alzata solo un po’ più presto perchè doveva partecipare a un corso di aggiornamento professionale. Una noia mortale. Un giorno come tanti se non fosse per la data: 11 settembre 2001. Per anni Amy Zelson Mundorff, 33 anni, aveva lavorato nascosta nell’anonimato nell’obitorio di New York. Antropologo legale. Poi la luce abbagliante che ha cambiato la sua vita, proprio nel posto più insospettabile: la saletta di un corso di aggiornamento professionale. Amy è una delle prime ad essere spedita al Wto. Appena arriva sul posto la torre sud si sbriciola su di lei. Un’onda di vento e di macerie la solleva, la sbatte chissà dove, seppellendola di detriti: «Ero convinta fosse la mia tomba». Sviene. Quando li riapre ha due occhi neri, una costola rotta, un trauma cranico, ustioni, le gambe ferite. Ma è salva, è viva. Due giorni dopo, cosi com’è, è già sul luogo del delitto. È una delle migliori specialiste di ossa, sente che lì c’è bisogno di lei. Lavora all’identificazione di 3mila corpi «più di quanti ne avessi visti in tutta la mia vita». Lavora senza fermarsi mai: «Perchè potevo esserci io su quel tavolo». Per l’America è un’eroina ma Amy guarisce dal trauma solo anni dopo. Poi a richiamarla arriva uno tsunami.