Miracolo di Amaseno

Nella chiesa di Santa Maria di Amaseno, in provincia di Frosinone, sta una reliquia di sangue di s. Lorenzo: un grumo rappreso misto a cenere e un pezzetto di pelle. Dall'inizio del XVII secolo, nel giorno anniversario del martirio del santo, il sangue si liquefa nell'ampolla che lo contiene. Lorenzo era arcidiacono a Roma al tempo del papa s. Sisto II. Sotto Valeriano sia lui che il papa furono torturati e uccisi. Correva l'anno 258 e Lorenzo subì il supplizio della graticola. I cristiani Ippolito e Giustino ne seppellirono i resti nel cimitero di Ciriaca al Campo Verano. Sul luogo Costantino eresse la basilica poi detta San Lorenzo Fuori le Mura (dove nel 1881 fu sepolto il b. Pio IX, episodio centrale del mio ultimo libro: Immortale odium - Rizzoli). Ma pare che, a volte, il sangue di s. Lorenzo si sciolga anche fuori data. Nel 1967, per esempio, la reliquia fu portata a Firenze per una settimana di celebrazioni nella locale chiesa di San Lorenzo e il sangue si sciolse due volte, il primo e l'ultimo giorno. Nel 1969 toccò alla San Lorenzo di Milano assistere al miracolo. Narrano Stefano Rizzelli e Roberta Marcucci in Guida insolita ai misteri, alle leggende, alle feste e alle curiosità del Sacro in Italia (Newton & Compton) che nel 1915 il miracolo si verificò in marzo. In quell'occasione una nobildonna affetta da infezione puerperale e a rischio della vita si era rivolta al santo e aveva fatto celebrare una pubblica messa con la reliquia esposta sull'altare. Il sangue raggrumato nell'ampolla si era sciolto davanti a tutti i fedeli radunati e la signora era guarita.