Miracolo di Bagno di Romagna

Il 4 settembre, in verità, non è la data del miracolo, i cui giorno e mese non si conoscono, bensì quella della morte di un certo prete Lazzaro, veneto, che ne fu protagonista. Ecco, dunque, il fatto: correva l'anno 1412 a Bagno di Romagna, in quel di Forlì, e priore della badia camaldolese di Santa Maria in Bagno (allora priorato) era appunto il nostro Lazzaro, forse monaco. Un giorno, mentre questi stava celebrando la messa, fu assalito da un tremendo dubbio su ciò che stava facendo: come era possibile che quel vino che aveva appena consacrato fosse diventato davvero il Sangue di Cristo se del vino aveva ancora l'aspetto? Improvvisamente, quel che c'era nel calice cominciò a ribollire e a riversarsi fuori, fino a macchiare copiosamente il lino del corporale. Ed era sangue, senza alcun dubbio. Il prete, la gola stretta dalla commozione, spiegò agli astanti cosa era successo e perché, così che tutti poterono testimoniare del miracolo. Il Lazzaro non si riprese più da quell'emozione, tanto che i superiori preferirono trasferirlo a Bologna, a far da cappellano nel monastero camaldolese femminile di Santa Cristina. Qui il suo cuore resse solo altri quattro anni, poi il padre Lazzaro nel 1416 morì. La reliquia oggi si trova nella basilica di Santa Maria Assunta, a Bagno di Romagna. Il corporale macchiato di sangue viene portato in processione ogni anno nel corso della festa del Corpus Domini. Bene, ci resta un po' di spazio per segnalare un paio di libri. Uno è De Europa, di Roberto de Mattei (Le Lettere). L'altro è di Ernst Nolte, L'Uomo, la Storia (Liberal).