Miracolo di Bois-Seigneur-Isaac

La notte del martedì precedente la Pentecoste dell’anno 1405, al signore della zona in cui si trovava la località di Bois-Seigneur-Isaac (Belgio) apparve Cristo coperto di piaghe. L’uomo si chiamava Jean de Huldenberg e l’apparizione si ripeté per tre notti. La terza, Cristo gli disse di andare nella cappella di Bois-Seigneur-Isaac, perché là Lo avrebbe trovato. Nello stesso momento il parroco, Pierre Ost, udì una voce che gli ordinava di dire messa nella stessa cappella. L’indomani l’Ost cominciò a celebrare davanti al popolo e all’Huldenberg. Ma, quando svolse il corporale (quadrato di stoffa che si pone, spiegato, sotto il calice durante la consacrazione), trovò che vi era rimasto un pezzo di «ostia magna» (quella che il celebrante riserva per sé) consacrata il martedì precedente. Cercò di prenderla ma non si staccava dal panno. Anzi, cominciò a sanguinare davanti a tutti. A quel punto, Huldenberg raccontò quel che aveva visto. E il prete riferì quel che aveva udito. Per i quattro giorni seguenti quell’ostia non cessò di sanguinare, macchiando tutto il corporale. Poi, lentamente, si seccò e smise. Moltissimi, naturalmente, i testimoni. Il vescovo competente, Pierre d’Ailly, venne da Cambrai e constatò personalmente. Aprì un’inchiesta canonica, durante la quale si cercò anche di lavare il corporale ma le macchie di sangue non vennero via in alcun modo. Cinque anni dopo, lo stesso vescovo autorizzò il culto della reliquia. Nel 1424 il papa Martino V ne permise la custodia in un monastero appositamente eretto. Ancora oggi il miracolo viene commemorato.