Miracolo di Breda-Niervaart

Leggiamo nel libro di Sergio Meloni su I miracoli eucaristici e le radici cristiane dell’Europa (Edizioni Studio Domenicano) che il 24 giugno del 1300, nel corso di una delle tante guerre medievali, milizie ispaniche al servizio della Francia avevano invaso parte dell’attuale Olanda. Quel giorno nei paraggi del villaggio di Niervaart, vicino alla città di Breda, il contadino Jan Bautoen stava zappando in un terreno. A un certo punto, sollevando una grossa zolla di terra, trovò un’ostia del tutto intatta. Forse, chissà, qualche mercenario aveva saccheggiato una chiesa e aveva inteso disfarsi sacrilegamente di quel che non gli serviva. Comunque, l’uomo pensò bene di portare l’ostia al suo parroco, il quale la mise in un contenitore adatto. Passò il tempo, anzi passarono gli anni, e quell’ostia rimaneva sempre perfetta. Sarebbe dovuta ingiallire, accartocciarsi e poi sbriciolare, invece nulla di tutto questo. Fu così che il popolo cominciò a considerarla miracolosa e a venerarla. Nel 1449 l’ostia in questione fu portata nella chiesa di Nostra Signora a Breda e posta in un prezioso ostensorio. Sono ancora visibili i documenti delle inchieste promosse dal vescovo di Link, competente per territorio, attestanti la veridicità del prodigio. Ma poi vennero la rivoluzione protestante e le guerre di religione. Fu in quegli anni che dell’ostia miracolosa si persero per sempre le tracce. Tuttavia, la memoria di essa non è mai venuta meno. Anzi, col XX secolo il culto ufficiale è stato ripristinato, con processioni, pubbliche preghiere e altro (perfino un francobollo).