Miracolo di Bucchianico

Nell’opera I crocifissi di cui la tradizione narra gli eventi prodigiosi, di Sergio Meloni e Ivana Spelta (Mimep-Docete) si legge che nel 1741 nel convento dei camilliani di Bucchianico (in quel di Chieti) si verificò un fatto prodigioso. Nella chiesa annessa al convento stava una tela del 1716, del pittore Domenico Priori. Rappresentava il crocifisso che tende la braccia a s. Camillo de’Lellis (il santo ebbe l’ispirazione di fondare il suo ordine proprio davanti a un crocifisso che, per miracolo, staccò le braccia dalla croce e le tese verso di lui). La chiesa sorgeva dove un tempo c’era la stalla in cui era nato il fondatore dei Ministri degli Infermi (poi detti camilliani). Nel 1741, nei giorni della beatificazione di s. Camillo, il superiore del convento di Bucchianico aveva deciso di cogliere l’occasione dei festeggiamenti per far restaurare quella tela, ormai parecchio annerita e scrostata. Detto superiore, padre Nicola Galaxara, si avvicinò al quadro per un sopralluogo insieme al pittore Michele Concetti che avrebbe dovuto procedere al restauro. E, con sua grande sorpresa, vide che non ce n’era più bisogno: il dipinto era perfetto come se fosse stato appena eseguito. Eppure, qualche ora prima l’aveva visto rovinato, e con lui tutti gli altri religiosi. L’esame ravvicinato dimostrò che si trattava dello stesso quadro, anche le ragnatele erano al loro solito posto. Furono subito avvisati l'arcivescovo di Chieti, Michele De Palma, e il generale di camilliani, Sebastano Lopez Cuetto. L’inchiesta che ne seguì appurò che proprio di miracolo di trattava.