Il «miracolo» di Carlotta

Le piccole vene secondarie non erano abbastanza resistenti da poter reggere la circolazione. Ecco spiegata l’emorragia. Il sangue aveva già invaso uno dei due polmoni. Carlotta si sarebbe anche potuta salvare. Con uno dei due polmoni fuori uso, al risveglio sarebbe finita su una sedia a rotelle. Ma il professor Sacco riesce a liberare il polmone. E lei incomincia a respirare di nuovo da sola. C’è ancora quel piccolo cuore capriccioso da rimettere a posto. A dicembre Carlotta torna sotto i ferri. Prima interviene il dottor Marasini poi l’équipe del professor Lucio Zanini. E salvano la piccola.
Per mamma Dora è una gioia immensa. «Il merito è stato anche di tutte le persone che ho trovato al Gaslini - spiega -. Non mi sono mai sentita sola. In particolare il dottor Amoretti, l’anestesista, è stato il mio angelo custode. Ho visto dottori uscire alle quattro di notte dalla sala operatoria che alle sette di mattina erano di nuovo da Carlotta», racconta Dora. Sta bene, oggi, Carlotta. Torna periodicamente per controlli e ha già ripreso dieci chili.
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