Miracolo di Cimballa

Riporta Sergio Meloni dell'Istituto San Clemente I Papa e Martire nel volume «I miracoli eucaristici e le radici cristiane dell'Europa» (Edizioni Studio Domenicano) che nel 1370 nel villaggio spagnolo di Cimballa, in Aragona, si verificò un miracolo eucaristico. C'era lì un certo prete di nome Tomás che era da tempo tormentato da un pensiero: com'era possibile che il pane e il vino consacrati durante la messa diventassero il corpo e il sangue di Cristo, dal momento che restavano pane e vino? Che razza di credenza era mai quella, e a quale bizzarria bisognava mai credere per essere buoni cristiani? Lui, poi, tutti i giorni ripeteva il gesto della consacrazione, e il pane restava pane e il vino vino. Andava avanti così da un bel pezzo quando un giorno, mentre celebrava la messa, appena pronunciata la formula di consacrazione l'ostia gli diventò carne nelle mani e da essa cominciò a scorrere del sangue così copioso che si riversò sul lino del corporale. Il sacerdote, commosso, prese a piangere a dirotto. La gente che assisteva si appressò all'altare e potè verificare da vicino l'avvenuto miracolo. L'ostia miracolosa fu subito portata in processione e la notizia si sparse per tutta la Spagna. La chiesa in cui si verificò il prodigio è intitolata a La Purificación de Nuestra Señora e l'evento del 1370 viene ricordato come El Santísimo Misterio Dubio. Ancora oggi, ogni 12 settembre, la reliquia del corporale macchiato di sangue, conservata in quella chiesa, viene solennemente esposta per la festa. Dal 1553 il sacro lino è racchiuso in un artistico reliquiario barocco.