Il miracolo dei monaci: "In cima all’hit parade con i canti gregoriani"

I cistercensi di un’antica Abbazia viennese incidono <em>Chant. Music For Paradise</em> che scala le classifiche europee. Oggi sono a Roma

Londra - Padre Karl, dell’abbazia cistercense di Heiligenkreuz, a pochi passi da Vienna, crede nei miracoli. Ci crede perché è il suo mestiere, ma anche perché sta vivendo un vero miracolo: insieme ai confratelli ha inciso l’album di canti gregoriani Chant. Music For Paradise, volato in testa alla hit parade inglese (e di mezza Europa) che questa settimana esce anche in Italia. I frati diventano star, strano? Sì, perché questo è un cd di veri canti gregoriani, senza trucchi, remix, diavolerie elettroniche. «Cantiamo le lodi di Dio - dice Karl, portavoce ufficiale del coro - non abbiamo venduto l’anima e restiamo fedeli ai nostri princìpi. In quattro giorni, nell’abbazia, abbiamo inciso gli inni che recitiamo tutti i giorni». Così si possono ascoltare la «Missa pro defunctis», «Veni creator spiritus», «Nunc dimittis» fino al «Factus est repente» della Comunione pentecostale. Un cd serio, una messa che farebbe da sottofondo ideale per rileggere Il nome della rosa di Eco.

Ma come ci sono arrivati questi monaci così schivi - che vivono ritirati in quello splendido monastero del 1133, lontano da ogni forma di modernità pur avendo una squadra di calcio e di basket - alla ribalta internazionale? Per chi ci crede è, appunto, un miracolo. Il colosso Universal - tra un Eminem e una Amy Winehouse - ha deciso di darsi alla musica sacra. Non a quegli ibridi come gli Enigma con i Monaci Benedettini di Silos, che pure portarono fortuna alla major, ma alla musica sacra pura. Così ha pubblicato annunci sui giornali ecclesiastici del tipo: «Cerchiamo un coro religioso speciale per incidere un disco di canti gregoriani». Si presentano a centinaia; personaggi bizzarri come una professoressa di musica 91enne accompagnata dalla nurse, cori under 18, arrivano persino lettere con nastri preregistrati e i soldi necessari per farseli rispedire. Così un amico della «banda di Heiligenkreuz» decide di sponsorizzare i fraticelli. «Non sapevamo neppure cosa fosse la Universal - racconta padre Karl - poi una persona a noi cara mandò una mail alla casa discografica raccomandandoci. Pochi giorni dopo vennero a trovarci e nacque il disco. Ne avevamo inciso uno nel 2004, a nostro uso personale, spendendo 7mila euro». Ora col successo arriveranno i soldi. «Ne abbiamo bisogno per formare nel nostro seminario studenti ex comunisti del Vietnam o dell’Africa, per rimandarli nei loro Paesi a predicare. Abbiamo inciso nella nostra cappella e, nonostante i microfoni, abbiamo cantato come sempre, col cuore rivolto a Dio. Non faremo mai concerti, la nostra vita è dedicata al Signore, chi vuole ascoltarci dovrà venire qui. Questo disco è un modo di diffondere la parola di Dio. Per questo Karol Wojtyla era il nostro più grande fan e oggi incontreremo il nuovo Papa». Perché per loro, il canto gregoriano è la voce del Signore, «l’unico vero canto spirituale, il più antico, le cui radici stanno nei canti ebraici e bizantini, e la cui diffusione è dovuta a Papa Gregorio Magno che nel 604 fondò la Schola Cantorum». Quasi s’offende padre Karl se li si paragona agli spiritual: «gli spiritual vengono dopo e rappresentano un’altra visione della vita. Noi siamo diversi da tutto, anche da maestri come Pavarotti che punta tutto sulla sua voce. Noi invece giochiamo sul contrasto delle voci. Siamo 80 nell’Abbazia, tra i 19 e gli 83 anni, e nel cd ci sono le 18 voci migliori».

Vai a capire come gira il mondo, tra loro c’è un ex manager della Bmw e lo stesso abate, anni fa, era un imprenditore spagnolo. «Ma ora siamo tutti uomini semplici e devoti», sottolinea Karl. E il rock e il blues, musiche del Diavolo per eccellenza, cosa significano per loro? «Ci piacciono i Beatles e il rock in generale, ma questa è musica per l’uomo, per i suoi bisogni esteriori. Il nostro è il canto dell’anima».