Miracolo dell’informatica: la poesia corre sul web

Tra testi deludenti e assurdi, un sito col soffio dell’arte

Già nel 1988 Umberto Eco immaginava nel Pendolo di Foucault, la costruzione di un «piano» generato, con la scelta casuale operata da un computer, di frasi e citazioni inserite in memoria ed estratte secondo istruzioni impartite in linguaggio basic. Oggi si può creare di tutto con il computer, lo sanno bene i blogger. Certamente un nuovo metodo comunicativo che sta interessando sociologi e studiosi della comunicazione.
Sul web circola anche poesia. D’autore, ma anche elaborata elettronicamente. Non è difficile infatti imbattersi in siti che propongono i cosiddetti «generatori automatici di poesie». Versi più o meno suggestivi vengono inseriti dai blogger e poi «pescati» a caso dal computer a formare testi. Si tratta per lo più di brani brevi, spesso oscuri. A volte volutamente comici. A volte di comicità involontaria.
Fare poesia con un mezzo elettronico? Ci si può chiedere se sia un nuovo mezzo per diffondere il piacere dell’arte o non piuttosto uno strumento che finisce per ridurla a un mero gioco combinatorio. Ma attenzione: mai farsi prendere dalla tentazione di rifiutare a priori ogni innovazione. Per chi volesse trovare una vera perla in mezzo al bailamme dei blog di argomento poetico, si segnala www.robertouberti.it. È un sito minuscolo ma particolare: costituito da una sola pagina sobria e minimalista, elabora per il lettore una poesia al minuto (Poesie al minuto è proprio il nome del generatore). Una decina di schemi poetici per infinite possibilità combinatorie. Il segreto sta tutto nel lavoro preparatorio. L’autore non ha immagazzinato nella memoria parole a caso. Ha seguito precisi ordini sintattici. Ha inseguito preordinati effetti sonori. Ha cercato emozioni da trasmettere. Il risultato è affascinante: testi complessi, articolati in strofe, ricchi di suggestioni.
Di se stesso e del suo lavoro, Roberto Uberti fornisce qualche scarna informazione nel sito: la passione per la poesia lo sta accompagnando da tutta la vita e lo ha spinto a «infestare con i suoi scritti dapprima taccuini, quaderni e foglietti, e dappoi comodi file elettronici». Dichiara di essere un appassionato di informatica. E di non avere mai pubblicato. Modesto, sussurra queste informazioni, come sussurrati sono i suoi testi.