Miracolo di Gorinchem

Nel 1572 un gruppo di fanatici protestanti entrò nella cattedrale della cittadina olandese di Gorinchem e sfasciò tutto. Sfondato il tabernacolo, trovarono un'ostia che gettarono a terra calpestandola. Ma, alzato il piede, il profanatore si accorse che i chiodi della sua scarpa avevano fatto tre buchi nell'ostia e da questi fori sgorgava sangue. Sconvolto e pentito, prese l'ostia e corse dal canonico Jan van der Delft. Poi i due, insieme, dovettero scappare per sottrarsi alla furia dei tumultuanti. Si rifugiarono nella zona occupata dagli spagnoli, dove il pentito volle essere battezzato cattolico (in seguito si fece francescano). Nel 1579 il canonico fu persuaso da Ferdinand Weidner, alto ufficiale imperiale, a portare l'ostia miracolosa a Vienna. Qui il consigliere Adam Dietrichstein chiese ad Andreas Hirsch, amico del Weidner, di intercedere affinché la preziosa reliquia gli venisse ceduta. La spuntò sua moglie, la spagnola Margherita, che alla morte del marito si trasferì a Praga, portando con sé l'ostia del miracolo. Una delle sue figlie, sposata col marchese di Navarres, risiedeva in Spagna. Fece presente alla madre che una reliquia così importante non poteva essere appannaggio di un privato e tanto fece e tanto disse che riuscì a convincerla a farne omaggio al re Filippo II di Spagna. Fu così che nel 1594 quell'ostia passò ancora di mano e finì all'Escorial di Madrid, la reggia che quel re aveva fatto costruire sul modello della graticola su cui era stato arso s. Lorenzo, ricordo della vittoria di San Quintino sui francesi nel 1557, il giorno del santo.