Miracolo di Herentals

Belgio, 1412. Scrive Sergio Meloni nel suo Andare per miracoli eucaristici (Segno) che in quell’anno il cavaliere-predone Jan Langerstende giunse ad Herentals, dalle parti di Anversa, insieme al suo servo. Piazzatosi in una locanda, passava le giornate a visitare le chiese dei paesi vicini. Ma non era certo devozione la sua. Infatti, dalla chiesa di Poederlee portò via un prezioso ostensorio e una pisside (con dentro cinque ostie consacrate). Al ritorno, però, il suo cavallo si fermò all’altezza della località di campagna detta De Egge e non volle saperne di proseguire. Il ladro, intuendo quale forza lo arrestava (cosa che aggrava la sua responsabilità), prese le ostie e le ficcò in una tana di conigli. Infatti, potè proseguire. Ma a quel tempo gli stranieri di passaggio erano i primi sospetti. Infatti, il magistrato Gilbert De Pape andò a colpo sicuro e trovò la refurtiva nella stanza di Langerstende alla locanda. Processato e condannato in capo a tre giorni (altri tempi), solo sulla forca si decise a rivelare dove aveva messo le ostie (fino all’ultimo aveva sperato di servirsene come merce di scambio per scansare il capestro). Condusse il giudice e i preti al luogo e, miracolo: le ostie erano fuori dalla tana, disposte a croce e, tutt’intorno, i conigli che le proteggevano. Sul posto venne poi eretta una chiesa a ricordo (ci andò in pellegrinaggio anche il papa Benedetto XIV). Il ladro sacrilego non se la cavò affatto: prima fu fatto girare nudo per la città, con agio per chiunque di impartirgli una frustata mentre passava. Poi venne impiccato lo stesso.