Miracolo di Herkenrode-Hasselt

Nel catalogo della mostra internazionale «I miracoli eucaristici nel mondo» (Edizioni San Clemente; info@istitutosanclemente.it) è riportato, con ricca iconografia e tra gli altri, un miracolo eucaristico avvenuto il 25 luglio 1317 nell'attuale Belgio. Quel giorno il parroco della chiesa di Viversel era stato chiamato a portare i sacramenti a un uomo molto malato. Entrato in casa, il prete aveva lasciato la sua borsa sopra un tavolo all'ingresso. Un familiare presente, curioso, l'aveva frugata e rimessa a posto. Quando il prete tornò a prendere l'ostia per comunicare il malato, trovò questa tutta macchiata di sangue e come appiccicata al lino che foderava la pisside in cui era rinchiusa. Turbato, il sacerdote uscì di corsa e andò a raccontare il fatto al suo collega della vicina Lumen. Questi gli consigliò di portare l'ostia misteriosa all'abbazia benedettina di Herkenrode, dove stava un rinomato teologo. Il prete eseguì e si accorse che, mentre passava lungo una strada di campagna, un gregge di pecore si era inginocchiato ed era rimasto prono fino a quando non era stato oltrepassato. All'abbazia, poi, tutti i monaci poterono vedere l'ostia insanguinata e, per giunta, notarono che su di essa era apparso il volto del Cristo coronato di spine. Nel 1804 la reliquia venne portata nella chiesa di San Quintino nella vicina Hasselt, dopo essere rimasta per secoli nell'abbazia di Herkenrode. Qui aveva operato guarigioni e più volte protetto l'edificio dagli incendi. Nel luogo delle pecore inginocchiate (poi chiamato Sacrementsberg) fu edificata una cappella.