Miracolo al Milan Ronaldo avvisa: «Ora sono pronto»

Il consulente di mercato fa marcia indietro: «Mai avuto il mandato a trattare Ronaldinho»

Ricreazione finita. È bastata una telefonata energica di Adriano Galliani, dal Brasile, indirizzata al telefono personale di Ernesto Bronzetti, chiacchierato consulente di mercato del Milan e gran chiacchierone, superstar dei giornali sportivi in questi giorni senza calcio, intervistato quanto Romano Prodi, per rimettere ordine nelle vicende rossonere. «Non ho ricevuto alcun mandato a trattare né Zambrotta né Ronaldinho col Barcellona» il mea culpa recitato dal fanfarone deciso a smantellare il castello di carta costruito nei giorni scorsi sulle fanta-trattative di mercato («Milan e Ronaldinho sono due fidanzatini in attesa di matrimonio» una delle sue dichiarazioni più esilaranti) e pronto a svelare un particolare personale del dirigente rossonero («si trova a Rio dove possiede una casa») pur di accreditare i propri ottimi rapporti con il club campione del mondo. Ricreazione finita, allora: il trombettiere Bronzetti non parla più e il mercato del Milan torna sotto controllo con buona pace di chi ha creduto alle «bufale» degli ultimi giorni. Con un indirizzo esplicito: a gennaio nessun movimento in entrata se non quello scontato, da extracomunitario, di Pato per il cui tesseramento è già in atto una corsa contro il tempo al fine di poterlo schierare domenica sera 13 gennaio, contro il Napoli. E per il futuro cancellate dall’agenda del Milan Amauri: non interessa.
RONALDO CONTRO MEESSERMAN Prima di partire per Dubai, Ronaldo ha incontrato Galliani, a Rio, e ha parlato al telefono con Carlo Ancelotti. Al primo ha confidato la mancanza di fiducia nei confronti dello staff sanitario, al secondo ha fatto sapere di essere ormai guarito. Come gli ha garantito Roncu, il suo medico di fiducia, il quale ha stabilito che «Ronaldo aveva subito, a Lisbona, uno stiramento di primo grado al polpaccio sinistro, riassorbito, ed ora è pronto per tornare a giocare». Alleluja. Con l’aggiunta che a questo punto anche il Milan ha esaurito la sua fiducia nei confronti di Ronaldo: o si allena sodo e gioca in modo continuo oppure il rinnovo di contratto diventerà un pio desiderio. Sull’argomento, la risposta privatissima di Ancelotti al quesito di Silvio Berlusconi («quando avrò il piacere di vedere giocare insieme il trio Pato-Ronaldo-Kakà?») è tutto un programma: «Caro Presidente, non dipende né da me, né da lei, né da Pato e nemmeno da Kakà». Come dire: se Ronaldo non si sbriga non posso farci niente.
DUE PRIMAVERA AL SEGUITO Nell’attesa che Ronaldo mantenga fede alle promesse di questi giorni, qualche precauzione è stata presa. Per esempio nell’elenco dei rossoneri convocati per il Dubai (partenza il 2 gennaio mattina, arrivo nel pomeriggio e subito al lavoro), sono stati inseriti due esponenti della primavera allenata da Filippo Galli: il ventenne portiere di origine bergamasca Offredi e il giovane attaccante Paloschi, bresciano, 18 anni ai primi di gennaio, già in gol contro il Catania in coppa Italia.
REAL E KAKÀ, ARRIVEDERCI
In Giappone, dinanzi a fotografo e reporter di Marca, il quotidiano spagnolo sportivo di maggior influenza della galassia Real, Ramon Calderon, presidente blanco, promise ad Adriano Galliani, vice-presidente del Milan, di non nominare invano il nome di Kakà nelle sue interviste. La musica è cambiata. «Kakà sarà sempre il benvenuto anche se ora siamo al completo», la recente frase del dirigente madridista. Il Real resta in agguato. Se il Milan vuole tenersi stretto Kakà non deve solo aumentargli lo stipendio. Ma mettersi al passo di Moratti che continua a investire sul mercato.