Miracolo a Milano: calano le auto e crescono i pendolari in treno

La città ancora in controtendenza rispetto al resto del Paese: aumentano i passeggeri dei mezzi pubblici a scapito dei privati

Prima i risultati. Con la nuova società Trenitalia-LeNord (partecipata in misura paritetica dai due operatori attuali del trasporto pubblico regionale), la puntualità per i pendolari rispetto alla scorsa stagione è migliorata del 6% nelle ore di punta e del 5% nell’intera giornata. E rispetto al 2009, a gennaio 2010 gli utenti sono aumentati del 5,1%. Il presidente della Regione Lombardia interviene alla seconda giornata del convegno sulla mobilità e illustra alla platea quanto è stato fatto finora sul trasporto pubblico locale. Si augura che un tema così importante venga messo nell’agenda politica a livello nazionale e che si arrivi davvero al federalismo fiscale «così le regioni virtuose verranno finalmente premiate». D’accordo, il sistema dei trasporti oggi non è ancora in grado di soddisfare in modo adeguato le esigenze dei cittadini. «Ne siamo consapevoli - ammette il governatore della Lombardia - ma siamo anche la regione locomotiva del Paese e d’Europa. Le esigenze crescono, sono sempre più alte. Meritano una risposta migliore e noi stiamo migliorando». A cominciare dalla sostenibilità dove la provincia di Milano è in controtendenza rispetto a tutte le altre regioni. «Il numero di auto per cittadini nella nostra provincia diminuisce». Alla faccia di tutti «ambientalisti da strapazzo» che hanno puntato il dito contro le istituzioni lombarde additandole come colpevoli per non aver fatto abbastanza contro lo smog. «Invece la gente ha capito che si può servire dei mezzi pubblici». Non solo: sono stati consegnati 10 autobus ecologici diesel euro 5 con filtro antiparticolato dell’Atm. Fanno parte della nuova flotta di 120 mezzi che verrà completata entro questa primavera, a cui si aggiungono tre bus a idrogeno e 4 bus ibridi diesel/elettrici. Ma i risultati del «fidanzamento» tra Trenitalia-Le Nord parlano anche di 250 nuove corse quotidiane su rotaie tra novembre e dicembre, nel 2007 il settore ha movimentato un miliardo di euro in termini di risorse necessarie a coprire il fabbisogno complessivo del sistema. «Abbiamo investito 750 milioni di euro in nuovi treni e siamo l’unica regione a possedere convogli ferroviari, mentre altre amministrazioni regionali confinanti (il Piemonte ndr) parlano di gare che di fatto non potranno mai fare». Lavorare sul trasporto pubblico locale vuol dire tener conto di fattori diversi, l’accessibilità, l’efficienza, la sostenibilità. Si deve agire come una squadra in cui tutti si mobilitano, ognuno a seconda delle proprie responsabilità. «I nostri tavoli chiedono la presenza di tutti i soggetti: istituzioni e associazioni. Realizzare azioni coordinate e congiunte è il punto di partenza di ogni politica di successo». Al presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Barcella che lo invita a definire i ruoli e la funzionalità degli aeroporti attraverso un tavolo con vari attori, Formigoni ricorda la necessità di coinvolgere altri enti e assicura: «Lavoreremo per farlo».
L’importanza delle infrastrutture per lo sviluppo del territorio lombardo è stato sottolineato anche dal presidente della Provincia, Guido Podestà alla Mobility Conference. «Stiamo accelerando i tempi, non possiamo più permetterci ritardi. L’avvio dei cantieri di Pedemontana è testimonianza concreta di come la politica del fare si rivela vincente per le grandi sfide del territorio».