Miracolo a Milano, eletta con 300 voti Ma il Pirellone pagherà due stipendi

Diciassette giorni di ritardo nel presentare, al momento della candidatura al consiglio regionale della Lombardia le dimissioni da presidente del cda di Nord energia (società al 60% di ferrovie Nord che ha come azionista proprio la Regione) sono costate a Giorgio Pozzi una sentenza di «ineleggibilità» della Cassazione. Che manda in fumo le sue 16.330 preferenze, a vantaggio della consigliera comunale di Inverigo Paola Maria Camillo (nella foto). Appena 309 voti, ma una battaglia legale durata due anni per scalzare il collega Pdl. «Nessun cavillo - dice lei - Se un ciclista dopato arriva primo, quando lo scoprono lo squalificano». Ora la Regione dovrà versare alla Camillo tutte le indennità dal giorno in cui avrebbe avuto diritto a sedere in consiglio, cioè dal 10 maggio 2010. Più fine mandato e pensione. Mentre la Corte dei conti ha cinque anni per eventualmente pretendere da Pozzi la restituzione di parte delle indennità percepite. Alla fine pagheremo due consiglieri. E con i loro 13mila euro netti al mese, non sono a buon mercato.
Commenti

cgf

Ven, 15/06/2012 - 21:44

quindi lavorare per il pubblico, al servizio del cittadino, si percepisce lo stipendio per diritto e non perché si "merita", questo è servizio al cittadino o all'eletto? Fossi nella Paola Maria Camillo eviterei di incassare gli arretrati o li "pagherà" salatissimi.