Miracolo di Patierno

A Patierno (Napoli), nel gennaio 1772 nella chiesa di San Pietro i soliti ignoti arraffarono nottetempo arredi preziosi e due artistiche pissidi (dentro le quali c’era circa un centinaio di ostie consacrate). Se ne accorse il parroco la mattina. Le ricerche furono infruttuose. Scrive Nicola Nasuti ne L’Italia dei prodigi eucaristici (Cantagalli) che a metà febbraio un giovanotto, passando per un viottolo di campagna, vide certe luci. Le rivide la sera seguente e ne parlò in casa. L’indomani, all’alba, suo padre e suo fratello videro le stesse luci. Ci furono altri testimoni, dei passanti. Furono chiamati due preti, arrivò altra gente. I testimoni giurarono all’inchiesta successiva che, a un certo punto, si sentirono spinti in avanti con la faccia a terra. Rialzatisi, videro una luce intensa uscire come da sotto un albero e una luminosa colomba levarsi in alto per poi sparire. Scavarono con le mani e trovarono una quarantina di ostie. Queste, benché fosse passato ormai un mese dal furto, apparivano fresche e bianchissime. L’indomani, stesso luogo: una luce fulgidissima e abbagliante si librava a formare una rosa. Il giorno appresso, tre soldati a cavallo videro parecchie luci. Quella sera, il diplomatico imperiale boemo don Ferdinando Haam passava in carrozza, ma il suo cavallo si rifiutò di proseguire. Sceso, anch’egli vide le luci. La relazione finale fu affidata a s. Alfonso de’ Liguori, a quel tempo vescovo di Sant’Agata dei Goti (Benevento). Le ostie miracolose, purtroppo, dal 1978 non si sa più dove siano. Il reliquiario è stato rubato.