Miracolo di La Rochelle

Nella città francese di La Rochelle nel XV secolo si verificò uno strepitoso miracolo. Narra Sergio Meloni nel suo Andare per miracoli eucaristici (Segno) che il piccolo Bertrand Leclerc, cinque anni e figlio unico di una famiglia molto agiata, era nella sua camera insieme alla governante in un giorno in cui pioveva a dirotto, tuonava forte e il cielo era rischiarato da paurosi lampi. Un fulmine entrò dalla finestra e centrò in pieno il bambino, lasciandolo muto e paralizzato. Cominciò così un calvario di medici e cure che impegnò i sette anni successivi. Ma, data la medicina dell’epoca, Bertrand non solo non migliorava; al contrario, stava sempre peggio. Il giorno di Pasqua del 1461 la madre, Perette, portò il piccolo alla messa nella chiesa di San Bartolomeo. Al momento della comunione Bertrand fece capire di voler farla anche lui. La madre lo condusse all’altare ma il prete non volle comunicare l’infermo, dal momento che non si era confessato. Un bel dilemma, visto che quello era muto. La donna, vedendo suo figlio in agitazione, si mise a supplicare e finalmente riuscì a convincere il celebrante. Bertrand, ingerita l’ostia, fu scosso da un tremito e improvvisamente si trovò guarito. Aprì la bocca e, dopo sette anni, parlò. «Adiutorium nostrum in nomine Domini» furono le sue prime parole. La notizia si diffuse a macchia d’olio e ancora oggi il prodigio eucaristico viene ricordato a La Rochelle, nell’antica chiesa di San Bartolomeo, ogni lunedì di Pasqua. Alla festa del «miracolo del muto», come viene chiamata, partecipa sempre un gran numero di pellegrini.