Il miracolo del Sassuolo In serie B con 4 milioni

Grazie al patron Squinzi, la città della ceramica festeggia la storica promozione. Gli ultrà del Lambrusco preparano il derby contro il Modena per il prossimo anno

Sassuolo - Madonna in Trono, con Bambino: anno 1799. E, da domenica, sottostante bandiera neroverde: anno 2008. L'hanno messo lassù, sulla torre dell'Orologio in piazza piccola, quel rettangolo bicolore che racchiude cuore e coraggio. Lassù a svettare. Giusto in mezzo all'iscrizione che ricorda «l'esultante accoglienza dei sassolesi a Giuseppe Garibaldi il 2 Novembre del 1859» e alle strofe del Tassoni, quello della «Secchia rapita», che definisce questa «gente che suol de l'uva far nettare a Giove...». Cuore, coraggio. Lambrusco e ceramiche. Lisce e artistiche come la vittoria sul Manfredonia allo stadio Ricci. Uno a zero, gol di Piccioni al minuto 22. Un gol che, alle 16,53, quando l'arbitro Zanichelli da Genova fischia la fine della partita, manda in orbita magliette e gioia. Perché significa serie B. «Perché significa - come spiega puntigliosamente, mentre i calici tintinnano, Andrea Ruggi, capoclaque della tifoseria di curva acquartierata al bar Luana - non miracolo, attenzione, ma evoluzione del modello Chievo». Attraversiamo la strada, saliamo due rampe di scale e, nella sede storica della U.S Sassuolo Calcio, chiediamo conferma al presidente Carlo Rossi. Tutto previsto? Via, dica la verità, presidente... «Diciamo che ci speravamo, che l'abbiamo sognato. Perché sei anni fa quando il Sassuolo andava alla deriva persino in C2 si poteva solo sognare. Poi la svolta. Nel 2004 grazie a Nereo Bonato, un direttore sportivo illuminato quanto tenace, che mette giù un progettino in cinque pagine per rifondare la società e la squadra. La sua idea: mettiamoci quattro giocatori d'esperienza tipo Pagani, Piccioni, Benetti e Pensalfini, uniamoci tanti giovani animati da serie intenzioni di successo e il mix può funzionare. Sa cosa c'era scritto nelle ultime cinque righe del progettino di Bonato? Che con quel mix avremmo potuto raggiungere la B in quattro anni. Allenatori giusti e stesso modulo 4-3-3. Guardi mo' se non c'ha azzeccato quel sant'uomo». Con un fil di voce, quella che gli è rimasta dopo 48 ore di urla e gavettoni, Carlo Rossi, 58 anni, agente commerciale della Mapei nonché braccio operativo del proprietario della squadra, Giorgio Squinzi, che poi sarebbe il signor Mapei, riesce anche a tirar fuori i numeri di questo straordinario Bingo: «L'Us Sassuolo costa quattro milioni e trecentomila euro all'anno. Compresi i panini imbottiti e i volantini. Non è poco ma è forse la metà di squadre tipo la Cremonese. Certo se non fosse stato per il mecenatismo del dottor Squinzi... Comunque io domenica ho festeggiato non solo la B ma anche 39 anni di matrimonio. Anche questo, coi tempi che corrono, è un miracolo». L'urlo di gioia del dottor Squinzi, è arrivato da oltreoceano, da Orlando, dove il signor Mapei si trova per una fiera del settore. «Ora guardiamo in alto. Mi piacerebbe incontrare l'Inter prima o poi», ha gridato al telefono al mister Massimiliano Allegri, già entrato nella storia. Che abbia voluto dire serie A? Certo, che cosa altro vuole che intendesse, dicono alzando altri calici gli ultrà del bar Sunrise che hanno scelto come nome e marchio di fabbrica «1922», l'anno di fondazione dell'U.S Sassuolo. Strani ultrà quelli del «1922». Da frequentare un po' più spesso. «Perché - svela Remo Morini, instancabile dirigente e trascinatore del gruppo - non tirano lavandini o motorini dagli spalti ma, con la scusa di seguire la squadra, organizzano trasferte del gusto. Sono ultrà soprattutto dell'enogastronomia oltre che del Sassuolo». E il sindaco Graziano Pattuzzi gli prepara il pacco regalo: «La cittadinanza onoraria, che un milanese amico di Sassuolo come lui si merita da tempo, e una giornata di spettacoli musica, varietà. Deve scegliere la società: il 15, 16 o 17 maggio. Al resto ci penserà l'amministrazione comunale. Io sono un tifoso che si accalora e domenica - ammette Pattuzzi - ho continuato a girare intorno allo stadio senza mai entrarci. Per scaramanzia». Già, lo stadio. Il «Ricci» adesso per la serie B sta stretto e coi suoi 4000 posti non può essere omologato.

«Chiederemo - dice il presidente Rossi - una deroga alla Lega calcio per dei lavori di adeguamento che possano portarlo a ospitare 8000 persone. E se non ci sarà concessa chiederemo al Modena di dividere lo stadio. Sai che divertimento dopo le ruggini passate. Ma adesso che ce la giochiamo alla pari come faranno a dirci di no?». Il sindaco Pattuzzi in ogni caso ad uno stadio nuovo comunque ci pensa. «Abbiamo già individuato l'area, è un investimento impegnativo ma se ci aiuteranno...». «Siamo piccoli ma cresceremo e allora ce la vedremo». Parole di Renato Rascel prese in prestito a suo tempo dal Castel di Sangro che pure dodici anni fa conquistò la B. Corsi e ricorsi. Nel frattempo, che il Lambrusco scorra.