Miracolo di Valvasone

Nella cittadina di Valvasone, in provincia di Pordenone, la chiesa del SS. Corpo di Cristo conserva la reliquia di una tovaglia da altare macchiata di sangue. Il fatto avvenne nel 1294 a Gruaro (oggi in provincia di Venezia), a qualche chilometro da Portogruaro. Quel mattino, una donna era andata alla roggia a lavare alcune tovaglie della chiesa parrocchiale. Mentre strofinava, vide quel lino tingersi di rosso. Si accorse che il liquido proveniva da un'ostia rimasta nelle pieghe della stoffa. Chiamò il parroco, il quale accorse e radunò molti testimoni. La tovaglia fu riportata in chiesa e venne avvisato il vescovo competente, Giacomo d'Ottonello. Questi voleva portare la reliquia nella sua cattedrale di Concordia (Gruaro è in diocesi di Concordia-Pordenone), ma si opposero i conti di Valvasone, che vantavano il diritto feudale su Gruaro. Il contenzioso si trascinò per anni e finì davanti al tribunale apostolico di Roma (incrementando il numero di documenti autentici e di testimoni giurati). La spuntarono i conti, dopo generazioni, ma a condizione di edificare una nuova chiesa, a loro spese, per onorare la reliquia. I vescovi però non si rassegnarono e la cosa andò avanti fino al 1420, quando la Repubblica di Venezia si annesse l'intero Friuli. Il papa Niccolò IV con un rescritto del 1454 chiuse definitivamente la questione confermando la precedente sentenza. Ancora nel 1806 il Comune di Valvasone dovette riautenticare il tutto per giustificarsi di fronte all'occupante napoleonico e conservare la festa, che oggi si celebra la domenica successiva al Corpus Domini.