Mirandolina e la storia del «made in Italy»

Tra gli spettacoli che debuttano questa settimana segnaliamo la «Locandiera» (teatro Eliseo) diretto da Cobolli, il nuovo spettacolo di Cerami-Piovani (Ambra Jovinelli) e il Beaumarchais di Longhi (teatro India)

Il teatro Eliseo continua a esplorare le «ragioni» dei classici ospitando (da questa sera) la nuova regia che Giancarlo Cobelli ha confezionato de La locandiera di Goldoni in occasione del trecentenario della nascita dell’autore veneziano. Rimaneggiando con cura il clima cupo e decadente della sua precedente versione, il regista affida a Mascia Musy (degna erede di Carla Gravina) il compito di restituire una Mirandolina spumeggiante e vezzosa, mai però superficiale o inconsapevole.
Di sicuro richiamo è poi l’ultimo lavoro di Vincenzo Cerami e Nicola Piovani, Made in Italy il titolo, atteso all’Ambra Jovinelli da oggi. Ancora un volta è stata la partecipazione al Festival della Letteratura di Mantova a offrire lo spunto a Cerami per un percorso di scrittura originale, giunto solo in seguito a una forma scenica. In questo «discorso» sui tempi moderni - con colonna sonora di Piovani e canzoni d’epoca eseguite da Aisha Cerami - si parla del nostro Paese (lo stesso autore ci intrattiene dal palcoscenico) e se ne parla attraverso beni di consumo e oggetti/feticcio, bisogni indotti e marche santificate, mode del momento e manie tecnologiche ormai insopprimibili. Rientra sempre nel «contenitore» della drammaturgia contemporanea il monologo che Emma Dante, reduce dalle repliche di Vita mia, presenta al Piccolo Jovinelli da domani. Si intitola Il festino e l’autrice/regista siciliana preferisce definirlo un «soliloquio» (lo interpreta Gaetano Bruno). Termine non casuale, visto che qui affiora alla superficie l’ennesima vicenda di solitudine e strappo familiare, di memoria e dolcezza infantile, di separazione e asfissia: due fratelli «racchiusi» in uno, una festa di compleanno, uno sgabuzzino, una manciata di scope da ordinare.
Ancora spazio ai giovani al teatro India, dove questa sera trova realizzazione la seconda tappa del Progetto Attori Permanenti. Tesa alla formazione di una compagnia di livello internazionale impegnata contemporaneamente su più testi e guidata da diversi registi, l’iniziativa, che ha già prodotto un’Antigone diretta da Walter Le Moli, propone adesso La folle giornata o il Matrimonio di Figaro di Beaumarchais con regia di Claudio Longhi.
Suscita una certa curiosità, infine, il lavoro Sade: opus contra naturam di Enrico Frattaroli che debutta oggi nell'inconsueta cornice dell’ex Carcere di Correzione del San Michele.