Miss Australian: Ana sfida Maria

Ivanovic sfida Sharapova per il titolo di regina del primo torneo del Grande Slam della stagione

Lei è la divina Maria, la siberiana: bella, bellissima anzi. E scontrosa, attrice, antipatica, ammaliante, devastante, smorfiosa. Ma, soprattutto, a 20 anni, già con un’erede. Ana, cioè, 20 anni anche lei ma con due titoli dello Slam in meno, serba e deliziosa, simpatica e un po’ bambolina. Sharapova-Ivanovic, insomma: sarà l’Australia a scegliere la sua Miss e non solo grazie alle racchette.

Si sa, infatti: il tennis femminile non è solo una questione di sport. Il pubblico si appassiona, soffre e gioisce in maniera direttamente proporzionale all’avvenenza delle sue protagoniste. Così, ecco, Sharapova-Ivanovic arriva al momento giusto, Maria contro Ana in finale agli Australian Open per il titolo di più bella del reame. Di Maria si sa tutto: ha già vinto Wimbledon e gli UsOpen, ha una serie impressionante di servizi fotografici alle spalle (e davanti), linee di profumi e di orologi da lei firmati, il vezzo di mandare baci al pubblico a fine partita e l’abitudine di piantare a metà l’intervistatore se la domanda non le piace. A Melbourne finora ha schiantato tutte: in semifinale ha battuto l’altra serba Jankovic, meno solare ma con eguale fascino della Ivanovic, e ora dice di essere «come in una bolla»: dentro ci sono bellezza, milioni di dollari e la possibilità di aggiungere un altro titolo dello Slam nel book.

Di Ana invece si comincia a sapere adesso, lei così carina e gentile, nonostante sia cresciuta sotto le bombe della Jugoslavia di Milosevic, dentro una guerra che la costringeva ad allenarsi al mattino presto in una piscina abbandonata che permetteva solo di tirare il lungolinea. Ana ha pianto, allora, così come pianse per 4 ore in spogliatoio dopo una sconfitta davanti a Martina Navratilova, perché temeva che il suo manager finanziatore potesse abbandonarla.

In campo però adesso sorride, mostra una grinta tutta sexy anche se batte quasi come un uomo, pallate a 190 all’ora e grandi accelerazioni per stordire l’avversaria. L’ha fatto anche contro Daniela Hantuchova, le gambe più lunghe del circuito, rinata dopo un periodo di troppa magrezza fino alla semifinale di ieri. Primo set da 0-6 e poi Ana, la piccola bambola, ha dimostrato di essere cresciuta, ha cominciato a ballare in campo, «ha cominciato ha strascicare per terra i piedi per distrarmi», ha detto alla fine Daniela con rabbia, mentre la Ivanovic sgranava gli occhietti giustificandosi: «Lo facevo solo per essere pronta a colpire la palla...». In pratica: Ana è già un po’ Maria, la Divina con un padre scomodo che sta in tribuna sotto il cappuccio della felpa, occhiali scuri e esaltazione fuori luogo ad ogni vittoria della sua piccina, come quando dopo il match contro la Henin ha fatto il segno del tagliagole, «l’hai sgozzata» le diceva. Maria ha svicolato imbarazzata, ha salutato la mamma che sta lontana - soprattutto dal suo ex marito («però lei c’è e sapere che la troverò a casa quando torno è sempre il mio sollievo») - ed ha cominciato a preparare l’assalto al trono di Melbourne mentre già nella casella di posta elettronica arrivano comunicati del tipo: «Maria Sharapova porta l’alta moda nella finale degli Australian Open» con tanto di foto esplicativa.

Si tratterebbe di tennis in realtà, ma flash e passerelle sono già pronti perché la divina Maria e la bella Ana in fondo si giocano molto di più. È come a Miss Italia: scommettiamo che chi vince si mette a piangere?
TV Australian Open, finale donne Sharapova (Rus)-Ivanovic (Ser) alle 3.30. Diretta Eurosport (replica alle 8.30 e 17.15).