Le miss contro le top model: «Non siete belle, ma malate»

Hanno sfilato alla Bit in rappresentanza delle proprie regioni. In coro dicono: «Assurdo perdere peso per lavorare»

Hanno sfilato in rappresentanza delle proprie regioni anzi, in particolare, dei prodotti gastronomici che rendono quei luoghi famosi in tutto il mondo. Miss provenienti da ogni parte d’Italia sono salite sulla passerella della Bit - la Borsa internazionale del turismo inaugurata ieri mattina alla fiera di Rho Pero -, cogliendo l’occasione per dire «no» all’anoressia e a modelli di bellezza che non sentono di condividere. Dalla Sardegna alla Sicilia, dalla Liguria al Veneto il coro è unanime: «Adoriamo mangiare e non accetteremmo mai di diventare scheletriche per indossare i capi in passerella».
Qualcuna di loro ha un passato segnato da disturbi alimentari e, forse anche per questo, vuole ribadire a gran voce che «è inimmaginabile pensare di stare in piedi giorni e giorni con sole 300 calorie». A parlare è Giorgia, sulla testa la corona di miss Sardegna, taglia 38 per un metro e 70 di altezza e una grandissima passione per il cioccolato. «Senza zuccheri il fisico non funziona - spiega -. Basta seguire questi stereotipi di falsa bellezza». Come lei la pensa Gloria, seconda classificata a Miss Italia 2006 in rappresentanza del Veneto, 40 di taglia per un metro e 77 di altezza: «Stavo lavorando in uno showroom - racconta - e mi hanno chiesto di indossare capi di taglia 38, ma non mi entravano proprio. A questo punto perché non far sfilare un manichino o delle bambine se non si vogliono le forme?».
Quasi tutte le ragazze hanno, nel loro passato, un’esperienza da modelle. Molte di loro si sono sentite chiedere dimagrimenti record per poter indossare abiti strettissimi in passerella. Come Stefania, provenienza Molise, che dice: «Non possiamo negare che molti stilisti vogliono ragazze estremamente magre, al limite dell’anoressia. Beh, non sarò tra le loro fila, a me piace mangiare». Il messaggio arriva proprio nel pieno della settimana della moda milanese dedicata all’abbigliamento femminile. Rassegna che, come altre del settore, esige dalle modelle grandi sacrifici: turni di lavoro massacranti accompagnati da diete da 300 calorie al giorno. Serena, che sfila in rappresentanza della Liguria, ammette: «Sono contrarissima all’anoressia sulle passerelle e non sono disposta a dimagrire per le sfilate. Figuriamoci, vado matta per le lasagne!». Le fa eco Maria Pia, miss Campania e fidanzata con uno chef: «Il mio ragazzo si offenderebbe se non mangiassi le sue prelibatezze, come il risotto con i gamberetti e il succo di lamponi». È lei a chiudere con un messaggio ottimista: «Credo che la moda si stia finalmente svegliando», dice pensando all’esperienza della Spagna, Paese in cui le modelle malate di anoressia sono state bandite dalle passerelle.