Miss maglietta bagnata al bando nel Regno Unito: l’acqua fredda fa male

Addio i concorsi che imperversano nei pub britannici: il ministero li vieta perché minacciano la salute delle concorrenti. Locali in rivolta. I gestori studiano già come aggirare i divieti

Li chiamano killjoy, «ammazzafelicità» e in testa a tutti - scrive la stampa inglese - ci sarebbe il primo ministro, Gordon Brown. Prima ha annunciato l’intenzione di far tornare reato il possesso di cannabis, poi ha deciso di fermare il progetto per la nascita di un supercasinò a Manchester, e in programma ha anche la revisione della legge sulla vendita di alcolici ventiquattr’ore su ventiquattro. Il premier britannico e il suo entourage - scriveva qualche tempo fa sul Guardian l’attrice satirica Shazira Mirza - è come se avessero inserito la penitenza e il bando a vizi e divertimenti nel loro programma di governo.

Ma la decisione presa nei giorni scorsi dall’Health and Safety Executive, la commissione che regolamenta le norme sulla sicurezza e la salute nel Regno Unito (nell’ambito del ministero del Lavoro), sembra andar oltre ogni logica sulla salvaguardia della salute del cittadino. Qui non c’entrano le droghe, gli eccessi con l’alcol o il gioco d’azzardo spinto. Non c’entra il fumo o l’obesità, che già oggi mettono molti inglesi in fondo alle liste d’attesa delle cliniche sanitarie. Di mezzo, questa volta, c’è una delle usanze più popolari d’Inghilterra, i concorsi di miss «Maglietta Bagnata». Un costume forse machista, sicuramente poco «posh», insomma poco snob e forse anche un po’ volgare, che pure continua a perpetrarsi in molti pub e club notturni del Paese. Una tradizione - inutile a dirsi - diffusissima nel Regno Unito, in cui le donne sono spesso protagoniste ma anche divertite ammiratrici. Ebbene il gioco sexy e ammiccante della maglietta bagnata, del vedo e non vedo che ammazza la noia di un pomeriggio destinato solo a qualche pinta di birra di troppo, ora sarà «forbidden», proibito. E non c’entra il femminismo, né le campagne contro la donna-oggetto. C’entra - sostiene l’Health and Safety Executive - la salute. In che senso? Be’, la maglietta bagnata potrebbe provocare spiacevoli polmoniti alle procaci ragazze che la indossano. I secchi d’acqua lanciati sul corpo delle formose fanciulle farebbero loro rischiare l'influenza, malattie più gravi o addirittura pericolosi scivoloni sul pavimento. Un rischio, quest’ultimo, che correrebbero anche i clienti del locale, magari distratti anche da gradevoli visioni. E allora meglio vietare il concorso, mettere al bando lo spettacolo. Insomma, meglio ricordare a tutti, a colpi di divieti, che l’acqua fredda fa male alla salute. E che alla maglietta bagnata è meglio preferire forse la canottiera della nonna. «A questo punto - ha raccontato una giovane habitué al tabloid News of The World - potrebbero pure vietarci di andare in giro quando piove».

Nonostante i buoni propositi, insomma, la notizia è stata accolta da molti come l’ennesimo tentativo del governo di condannare piaceri e vizi degli inglesi. In verità, un portavoce della commissione precisa al giornale della domenica: «So che può sembrare deludente, ma la nostra è una decisione sensata. Ci sono molti rischi legati alla quantità di acqua» utilizzata durante quel genere di feste. E qui starebbe - secondo gli avvocati, i medici, gli ingegneri e gli uomini di scienza che compongono l’organismo - la vera ratio della decisione: evitare cause di risarcimento danni per i gestori dei locali.

«La legge e la minaccia di azioni legali sono diventate delle brutte guastafeste di questi tempi», ha spiegato Tony Callaghan, direttore responsabile della Yesteryear Pub Company. Qualcuno, infatti, ha subito eseguito le nuove disposizioni. Ma Callaghan e i suoi, nonostante tutto, hanno deciso di non cedere. Con loro c’è anche il parlamentare conservatore David Davies, che indispettito sbotta: «Come osano? Vogliono solo impedire alle persone di divertirsi».
La mossa potrebbe rientrare nell’ambito più ampio di una battaglia pro-salute e contro gli eccessi che Londra da tempo ha avviato, non senza polemiche. Qualche giorno fa il ministro della Salute, Alan Johnson, ha annunciato l’intenzione di creare le «fit-town», intere città concepite per il benessere dei cittadini, per evitare i rischi dell’obesità e della cattiva alimentazione. Ora il no alle magliette bagnate. Il provvedimento eviterà anche la polmonite alle partecipanti, ma forse manderà dallo psicanalista qualche marito solo in cerca di una serata di svago.