Un missile per far saltare il treno Roma-Napoli "E' stato sventato un attentato all'Alta velocità"

Un missile terra-aria, pronto ad esplodere nell'impatto contro un treno,
è stato trovato l'altra notte sotto un cavalcavia della linea dell'alta
velocità Roma-Napoli, nel tratto che attraversa la provincia di
Frosinone. Per la polizia ci sarebbe la mano del crimine organizzato

di Enrica Rinaldi 

Frosinone - Un missile terra-aria, pronto ad esplodere nell'impatto contro un treno, è stato trovato l'altra notte sotto un cavalcavia della linea dell'alta velocità Roma-Napoli, nel tratto che attraversa la provincia di Frosinone. Il ritrovamento è avvenuto più precisamente in una zona di campagna tra Ceccano e Castro dei Volsci, a poche centinaia di metri dalla casa natale di Nino Manfredi. Si tratta di un ordigno lungo circa un metro e mezzo e, come ha spiegato ieri pomeriggio il questore di Frosinone Giuseppe De Matteis, il razzo era «privo di esplosivo nella testata, ma conteneva una carica propellente di circa tre chilogrammi».

Il tutto era già collegato a un’altra scatola, contenente dei fili elettrici. Su tutti questi elementi stanno ora lavorando gli esperti della Polizia scientifica e della Digos di Frosinone, ma l’interrogativo maggiore resta quello legato all’utilizzo del missile. Lo stesso Questore del capoluogo ciociaro ha voluto escludere, almeno per ora «l'ipotesi di una matrice eversiva o terroristica», ma è chiaro che, dato il posizionamento e soprattutto la portata dell’ordigno, resta plausibile quella di un attacco a un treno della Tav.

Difficile ipotizzare che l’arma potesse essere a disposizione dlla criminalità locale: è pur vero che la stessa zona di Ceccano in passato è stata teatro di assalti a furgoni portavalori blindati, ma sempre nella maniera assai «tradizionale». Un salto di qualità di questo genere, a livello di armamenti, inoltre, farebbe pensare al passaggio di chissà quale blindato con un carico straordinario di denaro. Ma qui si tratta di una zona rurale, dove al massimo si dirogono furgoni diretti verso piccoli uffici postali o banche di paese, dove in genere non vengono custodite mai grosse cifre. Le indagini- spiega il Questore di Frosinone Giuseppe De Matteis - ci porterebbe ad alcuni gruppi che in passato hanno avuto accesso ad armi in dotazione alle Forze Armate per azioni di criminalità. Stiamo facendo accertamenti approfonditi, ma sicuramente ci sono collegamenti con la Tav. Al momento è presto per dire che cosa avessero intenzione di fare».

Secondo indiscrezioni, la Polfer stava battendo la zona, con apposite ricerche, già da un paio di giorni. Il che la dice lunga sull’eventualità di indagini su scala nazionale negli ambienti eversivi, legati per l’appunto all’alta velocità. Anche perché, volendo seguire ancora la pista della criminalità organizzata, non risulta esserci in atto una sorta di «guerra tra bande», con un gruppo interessato quindi a far fuori l’altro rivelando i piani dei rivali.
Di certo, la polizia non è arrivata per caso al ritrovamento, visto che si tratta di una zona di campagna impervia e lontana da passaggi obbligati.

Non sta neanche in piedi l’ipotesi di una rivendicazione locale, seppur sempre legata alla Tav: il passaggio della linea dell’alta velocità in provincia di Frosinone, infatti, non ha assolutamente generato a suo tempo alcun tipo di protesta.
Intanto la Procura della Repubblica di Frosinone ha aperto un fascicolo d’inchiesta contro ignoti e qualche particolare in più potrebbe arrivare dall’analisi dei reperti (lo stesso missile e la scatola con i fili elettrici), inviati ora presso la sede centrale della polizia Scientifica a Roma.