La missione in Afghanistan e l’ambasciata di Vicenza

Si può essere d’accordo o meno sull’ampliamento della base USA di Vicenza, ma legare il proprio dissenso alla missione in Afghanistan, minacciando di non votare il rifinanziamento, mi sembra inaccattabile.
In Afghanistan i nostri militari rischiano ogni giorno la vita in una missione voluta dall’ONU e alla quale partecipano tutti i membri della Nato.
Se per questioni di politichetta interna giochiamo con la pelle dei nostri ragazzi in divisa, possiamo anche chiudere i battenti: si è perso ogni senso dello Stato.
Ci dovrebbe essere un limite alla guerra di fazioni e al settarismo, e mi pare che l’estrema sinistra l’abbia abbondantemente superato.
Cesare Simonetti

Egregio direttore, se ho ben capito il Presidente Prodi, fra una pausa ed un sospiro, ha dichiarato che il problema dell’ampliamento della base di Aviano è meramente urbanistico, quindi da trattarsi direttamente fra le Autorità locali e gli Stati Uniti. Identica opinione ha espresso il Ministro degli Est eri D’Alema nella recente puntata di Ballarò.
A quando l’inaugurazione dell’Ambasciata di Vicenza a Washington e l’integrazione dei Vigili Urbani vicentini nella Nato?
Aurelio Granara